Chiusura delle indagini e sostituzione della misura cautelare, dagli arresti domiciliari al divieto di avvicinamento alla persona offesa per l’operaio di 44 anni di Sciacca indagato per maltrattamento nei confronti della moglie.
La Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato nei confronti dell’operaio che in un’occasione avrebbe ingiuriato la donna e, impugnando un coltello a serramanico, sfondato la porta d’ingresso di casa, con detriti che colpivano il figlio, in tenera età. Il bimbo in quel frangente si trovava dietro la porta.
La difesa ha avanzato richiesta di giudizio abbreviato nei confronti del quarantaquattrenne che, intanto, ha lasciato i domiciliari e adesso è sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi frequentati dalla stessa.
Il giudice del Tribunale di Sciacca ha sostituito la misura accogliendo la richiesta del difensore dell’indagato, l’avvocato Riccardo Scarpinati. L’operaio avrebbe compiuto reiterati atti di violenza psicologica nei confronti della moglie rivolgendole abitualmente minacce e ingiurie, sia nel corso della convivenza sia dopo la cessazione della stessa.
A seguito dell’intenzione da parte della donna di volersi separare avrebbe anche rotto una parete di cartongesso dell’abitazione coniugale, danneggiato con un pugno una porta rompendosi in testa un piatto di porcellana. Poi l’episodio più grave quando, impugnando un coltello a serramanico, avrebbe sfondato la porta d’ingresso con i detriti che colpivano il figlio. Nella ricostruzione operata dalla procura, per fatti che si riferiscono dicembre del 2025, anche l’invio di messaggi whatsapp nei quali l’operaio avrebbe minacciato di morte la donna.