“In questi giorni, successivi all’evento del carnevale, si leggono, sempre più numerosi, post o messaggi sui vari social che offendono, oltraggiano, diffamano e in alcuni casi minacciano il personale della Polizia Municipale di Sciacca”. Inizia così una nota della Polizia municipale di Sciacca che annuncia la presentazione di denunce alla Procura della Repubblica.
“Si fa presente che ogni appartenente alla polizia locale è un pubblico ufficiale – scrive il comando – con qualifica di polizia giudiziaria (attribuzioni identiche al personale della polizia di Stato, ai Carabinieri e Guardia di finanza), pertanto commenti che propongono offese, oltraggio, diffamazioni e minacce a tale istituzione rientrano pienamente nell’ipotesi di reato previsti dal codice penale. Anche i profili anonimi sono perseguibili, essendo rintracciabili in poche ore, a seguito di attività investigative informatiche”.
La nota continua evidenziando che “le violazioni di questo tipo, oltre a prevedere esemplari condanne, in alcuni casi si può arrivare a 5 anni, diventano incubi giudiziari per chi viene giudicato in sede processuale, infatti, oltre alla condanna della reclusione, si rischia il pagamento di indennizzi risarcitori anche di migliaia di euro.
Già in precedenza cittadini saccensi sono stati condannati e costretti al pagamento di risarcimenti economici”.
“I commenti diffamanti scritti sui social, risultano aggravati dal fatto che possono essere visti da migliaia di persone – aggiunge la Polizia municipale – e questo fa si che l’immagine distorta di chi lavora giornalmente con difficoltà operative e socio/culturali sempre più complesse, diventi pericolosa per l’incolumità fisica del personale di PM”.
Pertanto, “al fine di tutelare gli operatori del corpo di polizia locale di Sciacca il comando di Sciacca sta procedendo a segnalare tutti gli episodi illeciti e penalmente rilevanti alla locale Procura della repubblica.
Nessuno può minare e infangare l’onore e il lavoro di chi indossa una divisa, di uomini e donne che hanno giurato sulla Costituzione dello Stato italiano – conclude la nota – e che cercano con 1000 difficoltà di far rispettare le leggi e le regole del vivere civile”.