Si è concluso con una condanna il procedimento al Tribunale di Sciacca che vedeva coinvolto un uomo di Menfi, G.M., di 40 anni, ritenuto responsabile di aver diffamato un altro menfitano attraverso il proprio profilo social. I due si conoscevano da tempo ed avevano avviato una collaborazione per una attività lavorativa. Successivamente, a seguito di dissidi, le loro strade si erano divise.
G.M. era accusato di avere pubblicato una serie di post contenenti insulti gravissimi, come pezzente, o che avrebbe mandato in ospedale la persona offesa ed ancora ricordandogli di non avere paura neanche dei carabinieri fino ad arrivare a espressioni ancora più volgari e offensive.
La persona offesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Buscemi (nella foto), ha deciso di non restare in silenzio e ha presentato denuncia. Da lì l’avvio delle indagini e il processo, fino alla sentenza di condanna dell’imputato per diffamazione e minaccia alla pena di 1.000 euro oltre al pagamento delle spese processuali con risarcimento per la persona offesa.
Nel corso delle udienze l’avvocato Buscemi ha sottolineato che le frasi non sono rimaste in un contesto privato, ma che sono state diffuse online, raggiungendo un numero potenzialmente illimitato di persone. Un’esposizione pubblica che ha amplificato il danno alla persona offesa. Le condotte, inoltre, non sarebbero state episodiche, ma ripetute nel tempo.
“Dietro uno schermo, troppo spesso, si dimentica – afferma l’avvocato Buscemi – che le parole hanno un peso, e che possono trasformarsi in reati. La legge, sempre più spesso, presenta il conto”.