Cronaca / Attualità

Confisca beni per un imprenditore sambucese

Diventa definitiva la confisca di beni per un valore superiore ai 500 mila euro riconducibili all’imprenditore Giuseppe Tabone, condannato in passato per favoreggiamento nei confronti del boss mafioso Leo Sutera.

La decisione è stata presa dalla Corte di Cassazione, che ha parzialmente modificato quanto stabilito in precedenza dalla Corte d’appello di Palermo.

Tabone era finito al centro dell’operazione eseguita sette anni fa che aveva portato nuovamente in carcere Leo Sutera, indicato dagli investigatori come vertice di Cosa nostra agrigentina. Nel procedimento penale l’imprenditore era stato condannato a tre anni di reclusione.

Con la pronuncia definitiva, i giudici hanno confermato la confisca di terreni, somme depositate in banca e di una struttura commerciale, per un valore complessivo di circa mezzo milione di euro, che entreranno così nel patrimonio dello Stato.

La Suprema Corte ha però accolto parzialmente il ricorso della difesa, annullando la confisca di un complesso aziendale e di alcune polizze assicurative sulla vita non riconducibili riconducibili a Tabone.

Revocata inoltre la misura della sorveglianza speciale.

Su questo aspetto la Cassazione ha disposto un nuovo esame davanti alla Corte d’appello, che dovrà rivalutare la posizione dell’imprenditore.

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