Dopo l’intervento dei sacerdoti e del vicario foraneo sul rapporto tra Carnevale e inizio della Quaresima, anche le Confraternite cittadine prendono posizione. Il confronto, che ha acceso il dibattito in città, ruota attorno alla necessità di distinguere tra il tempo della festa e quello del raccoglimento religioso. In questo contesto si inserisce il tema Confraternite di Sciacca e Quaresima, che diventa centrale nella riflessione pubblica.
Il richiamo al calendario liturgico
Nei giorni scorsi i parroci avevano invitato la comunità a vivere con consapevolezza il passaggio dal clima festoso del Carnevale all’inizio della Quaresima, sottolineando come si tratti di momenti distinti per significato e valore spirituale.
Le Confraternite riprendono questo richiamo, evidenziando l’importanza del rispetto del calendario liturgico e del senso proprio del tempo penitenziale. La Quaresima rappresenta per i fedeli un periodo fondamentale dell’anno ecclesiale, orientato alla preparazione della Pasqua e caratterizzato da sobrietà e raccoglimento.
Nel solco della riflessione viene ribadito che non si tratta di contrapporre tradizioni, ma di evitare sovrapposizioni che possano generare confusione o ridimensionare il significato dei riti religiosi.
Tradizione popolare e dimensione religiosa
Nel loro intervento, le Confraternite riconoscono il valore del Carnevale come tradizione radicata e identitaria, capace di coinvolgere l’intera comunità saccense. La festa rappresenta un elemento storico e culturale che appartiene alla città e ne esprime la vitalità.
Allo stesso tempo, viene sottolineato che la dimensione religiosa conserva una centralità che merita attenzione. La Quaresima, per la comunità credente, non può essere considerata un semplice momento formale, ma un tempo con un preciso significato spirituale.
Occorre valorizzare la tradizione civile senza indebolire il rispetto per quella religiosa.
Un confronto che coinvolge la città
L’intervento delle Confraternite si inserisce in un dibattito più ampio che ha interessato la comunità negli ultimi giorni. Al centro resta il rapporto tra calendario civile e calendario liturgico, tra manifestazioni pubbliche e tempi di raccoglimento.
Il contributo offerto richiama istituzioni e organizzatori a una programmazione attenta, capace di tenere conto del significato dei tempi religiosi.
Il dibattito resta aperto, ma l’intervento delle Confraternite aggiunge un elemento chiaro: tradizione e fede possono convivere, a condizione che ciascuna trovi il proprio spazio nel rispetto reciproco.



