La Cgil di Agrigento lancia un nuovo e duro allarme sul futuro del Consorzio Universitario di Agrigento, denunciando una situazione di stallo istituzionale che rischia di compromettere definitivamente una delle poche realtà positive del territorio.
Il sindacato prende atto del comunicato stampa diffuso dal vicepresidente dimissionario dell’Empedocle – Consorzio Universitario di Agrigento, Giovanni Ruvolo, che ha confermato le proprie dimissioni irrevocabili accompagnandole da forti e preoccupate polemiche. Una presa di posizione che, secondo la Cgil, conferma lo stato di profonda crisi già più volte denunciato.
Alla base della situazione vi sarebbero scontri politici interni e regolamenti di conti tra forze riconducibili alla maggioranza che sostiene il Governo regionale, dinamiche che – sottolinea il sindacato – nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico e con il diritto allo studio. Una crisi che, se non affrontata immediatamente, potrebbe diventare irreversibile.
A preoccupare ulteriormente la Cgil è anche il silenzio dei sindaci del territorio, chiamati a difendere con determinazione il Consorzio Universitario, considerato un presidio fondamentale per lo sviluppo culturale e sociale della provincia di Agrigento.
Alla luce degli ultimi eventi, la CGIL di Agrigento rivolge un appello formale al sindaco del capoluogo, che detiene il 64% delle quote e quindi la maggioranza assoluta all’interno del Consorzio. L’invito è a prendere atto della gravità della situazione e ad assumersi le proprie responsabilità, consentendo l’immediato insediamento della governance del Consorzio e della figura già designata alla Presidenza.
“Non farlo – avverte la Cgil – significherebbe condannare definitivamente il Consorzio Universitario di Agrigento”.
Un ulteriore rinvio o atteggiamenti di chiusura avrebbero conseguenze pesantissime su studenti, lavoratori e sull’intero territorio agrigentino, già duramente provato da una crisi economica e sociale persistente.
Il sindacato annuncia inoltre che, qualora nei prossimi giorni il Comune di Agrigento non dovesse consentire l’insediamento della governance, verranno attivati tutti gli strumenti democratici e sindacali disponibili per far emergere, in ogni sede opportuna, le responsabilità individuali e politiche di questo grave stallo.
“Agrigento – conclude la Cgil– non può permettersi di perdere il proprio Consorzio Universitario per giochi di potere e irresponsabilità politiche”.



