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Comune di Sciacca

Crisi del Lago Arancio, Dimino: «Colpo mortale all’agricoltura»

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La crisi del Lago Arancio entra con forza nel dibattito politico e istituzionale locale. L’assessore alle Attività Produttive del Comune di Sciacca, Francesco Dimino, interviene pubblicamente a sostegno della richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto presentata dal Presidente dall’Associazione Organizzazioni Agricoltori Lago Arancio APS,Antonino Ciaccio, dedicato alla gestione delle risorse idriche e alle ricadute sul comparto agricolo del territorio.
Dimino dichiara il proprio pieno appoggio all’iniziativa promossa dall’Associazione Organizzazioni Agricoltori Lago Arancio APS, sottolineando l’urgenza di un confronto pubblico su una situazione che, da emergenziale, rischia di diventare strutturale, con effetti sempre più gravi sull’economia agricola del comprensorio.

Responsabilità della politica regionale e crisi del Lago Arancio

Secondo l’assessore, la crisi del Lago Arancio è il risultato di scelte non accompagnate da misure compensative adeguate. Il dirottamento delle acque verso la diga Garcia, deciso per fronteggiare l’emergenza idrica nel Trapanese, ha inciso pesantemente sulla disponibilità idrica per l’irrigazione, lasciando gli agricoltori senza certezze in vista della stagione estiva.
Il territorio chiede da mesi, se non da anni, soluzioni definitive alla crisi idrica e agricola. Tuttavia, sottolinea Dimino, l’unica risposta concreta arrivata fino ad oggi è stata quella di sottrarre risorse al comparto agricolo, trasformando scelte emergenziali in interventi di fatto permanenti.

“Il Lago Arancio come la Groenlandia”

Nel suo intervento, l’assessore utilizza una metafora efficace per descrivere la situazione: “Il Lago Arancio è come la Groenlandia”. Tutti guardano a quella risorsa, tutti la vogliono e tutti ne parlano in funzione di interessi più ampi. Ma mentre si discute, c’è chi soffre.
A pagare il prezzo più alto della crisi del Lago Arancio sono gli agricoltori, le famiglie e le imprese agricole che da quella risorsa dipendono per sopravvivere. Dimino chiarisce di non essere contrario agli usi civili dell’acqua, comprendendo pienamente l’emergenza idrica che attraversa la Sicilia, ma denuncia una scarsa attenzione verso la sofferenza del mondo agricolo.

Irrigazione estiva a rischio e gestione della risorsa

Un altro nodo centrale della crisi del Lago Arancio riguarda la dispersione dell’acqua. Migliaia di metri cubi finiscono ogni anno in mare a causa del mancato ripristino del sollevamento del fiume Belice e dell’assenza di una strategia concreta sul riutilizzo delle acque reflue del depuratore di Sciacca.
Nel frattempo, il lago continua a essere svuotato. E questo accade, evidenzia Dimino, anche durante una stagione piovosa importante che, tuttavia, non sarà sufficiente a garantire l’irrigazione estiva.

Un pilastro economico in pericolo

Il rischio concreto è che, nei prossimi mesi, le campagne di Sciacca, Menfi, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Castelvetrano e Partanna restino senz’acqua. Non per una carenza assoluta della risorsa, ma perché il Lago Arancio è passato da essere una diga a uso esclusivamente irriguo ad avere usi misti, senza che siano state attivate soluzioni strutturali alternative.
Secondo Dimino, il tempo è ormai scaduto. La crisi del Lago Arancio sta infliggendo un colpo durissimo all’agricoltura e, con essa, all’economia, all’occupazione e alla tenuta sociale dell’intero comprensorio.
L’assessore ribadisce la disponibilità al confronto e alla collaborazione, ma avverte che ogni ulteriore ritardo rappresenta un arretramento del futuro agricolo del territorio. Senza un intervento immediato, il rischio concreto è la perdita di uno dei pilastri fondamentali dell’economia locale.

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