14.8 C
Comune di Sciacca

Crisi della pesca in Sicilia, le organizzazioni del comparto si mobilitano

Pubblicato:

La crisi della pesca in Sicilia entra in una fase sempre più delicata. Le principali organizzazioni del comparto hanno formalmente richiesto un incontro urgente all’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea guidato dall’onorevole Luca Sammartino e al Dipartimento della Pesca mediterranea diretto dall’architetto Giovanni Cucchiara.
La richiesta nasce dallo stato di crisi e di emergenza regionale determinato dai gravi eventi meteomarini che, sin dal mese di dicembre, hanno interessato l’intero territorio costiero siciliano, compromettendo in modo significativo la regolare attività delle imprese di pesca.

Crisi della pesca in Sicilia: mesi di fermo e mancato reddito

Le persistenti condizioni meteomarine avverse e le continue mareggiate hanno provocato ingenti danni materiali alle strutture portuali e alle imbarcazioni. Parallelamente, si è registrato un significativo mancato reddito per le imprese e per gli equipaggi, costretti a prolungati periodi di fermo.
Dallo scorso dicembre molte attività risultano ancora impossibilitate a operare con continuità. Una situazione che aggrava ulteriormente la crisi della pesca in Sicilia, già segnata da difficoltà operative e da una riduzione concreta delle giornate di lavoro in mare.

Detriti, mucillagine e fondali compromessi

Tra le principali criticità segnalate vi è la diffusa presenza di detriti e rifiuti depositatisi sui fondali e sulla superficie marina. Questi materiali ostruiscono le maglie delle reti, impedendo il pescaggio e rendendo particolarmente complesse le operazioni di salpamento delle attrezzature.
A ciò si aggiunge la presenza anomala di fenomeni di mucillagine, del tutto inusuali per il periodo, che compromette ulteriormente l’attività di pesca. Le imbarcazioni sono spesso costrette a spostarsi continuamente alla ricerca di aree idonee, anche più distanti, con un conseguente aggravio dei costi operativi, in particolare per il carburante. Tutti elementi che contribuiscono a rendere ancora più grave la crisi della pesca in Sicilia.

Strutture portuali inagibili e aumento dei costi

Un ulteriore fattore critico riguarda l’inagibilità di alcune strutture portuali. In diversi casi risultano difficoltosi sia lo sbarco del prodotto ittico sia il rifornimento di carburante e attrezzature, con ripercussioni sull’intera filiera.
Il quadro si inserisce inoltre in un contesto internazionale segnato dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha già determinato un significativo incremento del prezzo del petrolio, superando gli 80 dollari al barile. Tale dinamica comporterà inevitabilmente un aumento del costo del gasolio per motopesca, già attualmente elevato, con il concreto rischio di rendere insostenibili le spese necessarie per l’uscita in mare.

La richiesta di un incontro urgente alla Regione

Alla luce delle criticità evidenziate, le organizzazioni firmatarie – Anapi Pesca Sicilia, Confcooperative-Fedagripesca, Lega Coop Agroalimentare, Agci Agrital, Unci Agroalimentare, Unicoop Pesca, Federpesca Sicilia e Agripesca Sicilia – hanno chiesto un incontro urgente con le istituzioni regionali.
L’obiettivo è valutare possibili misure di sostegno a favore delle imprese del settore, oggi fortemente penalizzate da eventi straordinari che stanno compromettendo la continuità operativa e la sostenibilità economica. La crisi della pesca in Sicilia, infatti, rischia di avere ripercussioni durature sull’intero comparto ittico regionale se non verranno adottati interventi tempestivi e mirati.

Veronica Gallo
Veronica Gallohttp://www.risoluto.it/
Digital Marketing Expert e Web Content Editor. Laureata in Scienze della Comunicazione Pubblica, d'impresa e Pubblicità e specializzata in Digital Marketing.

Articoli correlati

Articoli Recenti