Cronaca / Attualità

Dalla Regione 32 milioni per ristrutturare immobili comunali da destinare a sede degli uffici dei Centri per l’impiego

La Democrazia Cristiana di Ribera ha chiesto al Sindaco e alla Giunta di valutare l’opportunità di sfruttare tale finanziamento regionale per ristrutturare immobili comunali, alcuni dei quali oggi fatiscenti ed inutilizzati, da destinare a sede degli uffici dei Centri per l’impiego.

La legge n.56/1987 pone in capo alle amministrazioni comunali l’obbligo di fornire i locali per le sedi dei Centri per l’impiego. Sulla scorta della legge citata, i comuni hanno fornito edifici comunali oppure hanno preso in affitto immobili di privati, sobbarcandosi il costo del relativo canone di locazione.
Con Delibera della Giunta Regionale n.312 del 29/7/2021, è stato adottato “il Piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro”, proposto dall’Assessore Regionale per la Famiglia, le Politiche Sociali e per il Lavoro, di cui alla nota prot. n. 5225/Gab. del 27 luglio 2021.
Il piano ha stanziato 32 milioni di euro da assegnare ai comuni per finanziare lavori di ordinaria e straordinaria amministrazione degli immobili comunali adibiti a sede degli uffici dei Centri per l’impiego, e prevede anche la possibilità di finanziare la costruzione ex novo di immobili comunali da destinare alla medesima finalità.
Attualmente a Ribera, gli uffici del Centro per l’impiego si trovano ubicati all’interno di un immobile di proprietà privata, preso in affitto dal Comune, che si è fatto carico del pagamento annuale del relativo canone di locazione.
Alla luce di quanto sopra esposto, la Democrazia Cristiana di Ribera chiede espressamente al Sindaco e alla Giunta di valutare l’opportunità di sfruttare tale finanziamento, come hanno fatto altri comuni siciliani, come ad esempio Milazzo, per ristrutturare immobili comunali, alcuni dei quali oggi fatiscenti ed inutilizzati, da destinare a sede degli uffici dei Centri per l’impiego. In tal modo il Comune realizzerebbe un duplice vantaggio: risparmierebbe il costo del canone di locazione su di esso gravante, e recupererebbe, ristrutturandolo, un bene del patrimonio comunale che versa in uno stato di abbandono.

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