Favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei giovani a rischio devianza attraverso il lavoro, lo sport e la formazione nel settore ippico.
È questo l’obiettivo del progetto borsa-lavoro “Il cavallo e l’asino strumento d’inserimento sociale dei minori e giovani adulti per la prevenzione e il contrasto della devianza giovanile”, finanziato dalla Regione Siciliana con 150 mila euro e promosso dall’Istituto incremento ippico per la Sicilia.
Il finanziamento è stato disposto dall’assessore regionale all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea Luca Sammartino e rientra in un ampio protocollo d’intesa che coinvolge numerosi enti istituzionali: l’Istituto incremento ippico per la Sicilia, la Federazione italiana sport equestri (Fise), la Procura della Repubblica, il Tribunale per i minorenni, l’Asp di Catania, l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni, il Comune di Catania (Direzione Famiglia e politiche sociali) e l’Università di Catania.
«Questo protocollo va nella direzione giusta – ha dichiarato Sammartino – perché interviene dove più spesso lo Stato arriva tardi: prima che la devianza si cristallizzi o mentre è ancora reversibile.
Lavoro, sport e formazione non sono attività accessorie, ma strumenti concreti di giustizia educativa».
Secondo l’assessore, la centralità del lavoro rappresenta un elemento decisivo nei percorsi di recupero: «Imparare un mestiere, sentirsi utili e competenti può avere un effetto profondamente rivoluzionario nel destino di un minore, perché rompe l’idea di un futuro già scritto, soprattutto per chi ha conosciuto solo deprivazione e assenza di opportunità».
Soddisfazione è stata espressa anche dai vertici dell’Istituto incremento ippico. «Riteniamo molto importante l’iniziativa sostenuta dall’assessore Sammartino – hanno affermato il commissario straordinario Ignazio Mannino e il direttore Michelangelo Bentivegna – per dare un’opportunità concreta a tanti giovani volenterosi, tutelati dal Tribunale per i minorenni di Catania».
Il progetto permetterà ai ragazzi coinvolti di sperimentare percorsi culturali, relazionali e lavorativi legati al mondo ippico, con l’obiettivo di favorire un pieno recupero morale e sociale e offrire alternative reali ai circuiti della marginalità e dell’illegalità



