I diritti umani in Iran restano una questione centrale nel dibattito internazionale. A ribadirlo è l’attivista e consulente per i diritti umani e digitali Pegah Moshir Pour, intervenuta durante un incontro della Fidapa al quale ha collaborato la Mondadori, dedicato al tema della libertà e della condizione delle donne iraniane.
La scrittrice Italo-iraniana, intervenuta al circolo Garibaldi, ha sottolineato come i diritti umani in Iran non possano essere messi in secondo piano rispetto ai negoziati economici o agli equilibri geopolitici. Moshir Pour ha sottolineato che la popolazione iraniana chiede da quasi mezzo secolo la fine del regime e il riconoscimento delle libertà fondamentali.
Diritti umani in Iran e le conseguenze della guerra
Uno dei punti centrali dell’intervento riguarda l’impatto del conflitto attualmente in corso sulla popolazione civile.
Secondo Pegah Moshir Pour, la guerra non rappresenta una soluzione per liberare la popolazione. Un attacco esterno, al contrario, può rafforzare il regime e irrigidire ulteriormente il sistema di controllo interno.
In questo scenario, la popolazione si trova in una situazione estremamente complessa: da una parte deve difendersi dalle bombe, dall’altra continua a subire la repressione interna. Senza protezioni adeguate e senza il sostegno dello Stato, molti cittadini sono costretti a fronteggiare contemporaneamente la guerra e le restrizioni del regime.
Donne e diritti umani in Iran
Le donne sono tra le prime a pagare il prezzo delle crisi politiche e dei conflitti. Anche nel caso dei diritti umani in Iran, la loro condizione rappresenta uno degli aspetti più delicati.
Come sottolineato da Pegah Moshir Pour, spesso le donne vengono colpite per prime ma anche dimenticate più rapidamente. Se l’attenzione internazionale si sposta esclusivamente sugli aspetti militari o geopolitici, il rischio è che le loro battaglie per la libertà passino in secondo piano.
Negli ultimi anni centinaia di persone sono state arrestate o uccise durante le manifestazioni che chiedevano diritti e libertà. In questo momento, però, quella mobilitazione sembra essersi fermata, non perché la richiesta sia scomparsa, ma perché la popolazione è impegnata a difendersi e a sopravvivere.
L’importanza dell’opinione pubblica
Secondo l’attivista, mantenere viva l’attenzione internazionale è fondamentale. Continuare a parlare dei diritti umani in Iran significa sostenere la popolazione che ha manifestato per la libertà e che oggi rischia di essere dimenticata.
Il compito dell’opinione pubblica è quindi quello di ricordare che fino a poco tempo fa migliaia di persone erano scese in piazza per chiedere cambiamento, pagando spesso un prezzo altissimo in termini di arresti e repressione.
Il dialogo con i giovani promosso da Fidapa
Proprio con l’obiettivo di mantenere viva la riflessione su questi temi, la Fidapa, guidata da Maria Grazia Cascio, ha promosso l’incontro tra studenti e la scrittrice e attivista.
Durante l’iniziativa, Pegah Moshir Pour si è confrontata con i giovani del Classico Fazello e dell’Artistico Bonachia, in un dialogo diretto che ha permesso ai giovani di approfondire la situazione dei diritti umani in Iran e le difficoltà vissute dalla popolazione.
Il confronto generazionale è stato pensato come uno spazio di dialogo e testimonianza. Attraverso iniziative di questo tipo, l’associazione intende dare voce alle esperienze delle donne e promuovere una maggiore consapevolezza su questioni che superano i confini nazionali.
Chi è Pegah Moshir Pour
Nata in Iran nel 1990, Pegah Moshir Pour si è trasferita in Italia con la famiglia all’età di nove anni. Cresciuta tra le storie del Libro dei Re e i versi della Divina Commedia, oggi è una delle voci più autorevoli nella difesa dei diritti umani e dell’emancipazione femminile.
Collabora con «Repubblica» raccontando la realtà del suo Paese d’origine ed è diventata un punto di riferimento istituzionale e mediatico sul tema dei diritti. Per il suo impegno ha ricevuto le lodi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
È inoltre autrice del romanzo d’esordio La notte sopra Teheran, con cui continua a raccontare storie di identità, libertà e diritti.



