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Villafranca Sicula intitola una strada a don Vitrano, missionario che rischiò di essere ucciso

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Villafranca Sicula rende omaggio alla memoria di don Andrea Vitrano, sacerdote missionario salesiano che per oltre sessant’anni ha svolto la propria missione evangelica in Thailandia. Il Comune ha predisposto l’intitolazione di una strada comunale al religioso nato nel centro agrigentino il 9 marzo del 1902 e morto l’11 ottobre del 1992, dopo una vita trascorsa tra fede, opere sociali e missione.

La decisione del commissario al al Comune, Carmelo Burgio, arriva attraverso una scheda biografica allegata alla deliberazione dedicata proprio all’“Intitolazione Strada Comunale a Don Andrea Vitrano – Sacerdote Missionario”, documento che ripercorre la lunga attività del missionario villafranchese nelle comunità cattoliche thailandesi.

Don Andrea Vitrano e la vocazione missionaria

Don Andrea era il quarto di otto figli della famiglia Vitrano. Il padre Francesco, decoratore e pittore, aveva lavorato in diversi paesi della Sicilia, tra Villafranca Sicula, Caltabellotta, Burgio, Lucca Sicula, Ribera e Marianopoli.

La vocazione religiosa del futuro missionario si sviluppa nella tarda giovinezza grazie anche all’influenza dell’arciprete don Matteo Montante e dell’insegnante Settimio Sortino. Dopo il servizio militare, nel 1923, parte per Ivrea per intraprendere gli studi superiori. Tre anni più tardi lascia l’Italia per la Cina, stabilendosi a Macao, insieme a un gruppo di missionari salesiani destinati al Siam, l’attuale Thailandia.

Nel 1936 viene ordinato sacerdote a Ban Pong. Da quel momento la sua vita si lega profondamente alla Thailandia, dove trascorrerà decenni tra villaggi isolati e missioni cattoliche.

Le opere di don Andrea Vitrano in Thailandia

Per circa trent’anni il religioso opera nella località di Lak Ha, dove realizza una chiesa dedicata al Santissimo Rosario, una scuola, la casa delle suore e un cimitero. Da artista, seguendo le orme del padre, decora il luogo di culto con quindici affreschi dedicati ai misteri del Rosario, opere che negli anni hanno attirato l’interesse di studiosi e osservatori.

La sua attività non si limita però alla dimensione religiosa. Cammina scalzo tra foreste e villaggi remoti, costruendo strade, ponti e strutture utili alle popolazioni locali. In Thailandia diventa un punto di riferimento per centinaia di chilometri grazie al lavoro svolto in circa trent’anni di intensa attività missionaria.

L’episodio durante la costruzione della chiesa

Tra gli episodi ricordati nella biografia di don
Andrea Vitrano vi è quello legato alla costruzione della prima chiesa. Un impresario, dopo avere chiesto somme superiori rispetto agli accordi iniziali, arriva a minacciare il missionario. L’uomo incaricato di ucciderlo, vedendolo lavorare scalzo davanti al luogo di culto, decide però di fermarsi, inginocchiandosi e chiedendo perdono. Dopo quell’episodio la chiesa viene completata senza ulteriori ostacoli.

Una vita tra missione, arte e povertà

Nel 1975 don Andrea Vitrano viene trasferito nella missione di Procuab, dove costruisce un’altra chiesa e un edificio scolastico di quattro piani. Anche lì continua a vivere in condizioni essenziali, senza comfort, dormendo su un semplice giaciglio di stoffa e paglia.

Si dedica inoltre alla composizione di canti religiosi e alla preparazione dei fuochi d’artificio utilizzati nelle celebrazioni delle missioni cattoliche dell’Estremo Oriente.

Con l’intitolazione di una strada comunale, Villafranca Sicula sceglie oggi di ricordare una figura che ha legato il nome del paese a una lunga esperienza missionaria internazionale, lasciando un segno profondo nelle comunità cattoliche della Thailandia.

Veronica Gallo
Veronica Gallohttp://www.risoluto.it/
Digital Marketing Expert e Web Content Editor. Laureata in Scienze della Comunicazione Pubblica, d'impresa e Pubblicità e specializzata in Digital Marketing.

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