Operazione della Polizia di Stato nel centro abitato di Racalmuto, dove un uomo originario del paese è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma clandestina.
L’intervento è stato eseguito dagli agenti della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Agrigento insieme ai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Canicattì, che hanno concentrato l’attenzione investigativa sul territorio di Racalmuto.
L’attività investigativa, supportata dal monitoraggio della zona e dalle informazioni raccolte, ha consentito agli investigatori di acquisire elementi ritenuti rilevanti su una presunta attività di spaccio riconducibile all’uomo.
Sulla base di tali risultanze, i poliziotti hanno effettuato una perquisizione domiciliare nell’abitazione del soggetto, che si trovava già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Durante il controllo è stato trovato un panetto di hashish del peso di 93,80 grammi, contrassegnato dall’etichetta “Adidas”, insieme a un bilancino di precisione.
Nel corso della perquisizione, all’interno della camera da letto, gli agenti hanno inoltre scoperto una pistola Beretta calibro 7.65 nascosta tra lo stipite della porta e un armadio.
L’arma era dotata di caricatore inserito con otto proiettili dello stesso calibro.
Dagli accertamenti successivi è emerso che la matricola non risultava catalogata, circostanza che ha portato a considerarla un’arma clandestina.
Nel corridoio dell’abitazione è stata inoltre rinvenuta una bicicletta elettrica risultata di provenienza furtiva dopo i controlli effettuati sulla punzonatura presente nella parte bassa della canna del mezzo.
L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di arma clandestina.
È stato inoltre denunciato per ricettazione in relazione alla bicicletta elettrica.
Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Agrigento, l’indagato è stato inizialmente posto agli arresti domiciliari.
Successivamente il Gip del Tribunale di Agrigento ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.
Le indagini sono ancora in corso e la responsabilità penale dell’indagato sarà accertata solo con eventuale sentenza definitiva.