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Canicattì, droga e arma nascosta tra la pasta: due arresti

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Un controllo avviato nell’ambito di un’indagine per possesso di materiale pedopornografico si è trasformato in una vasta operazione antidroga. Il blitz, eseguito dagli agenti del commissariato di Canicattì e della squadra mobile su decreto di perquisizione della Direzione distrettuale antimafia, ha portato alla scoperta di un vero e proprio deposito di stupefacenti e al rinvenimento di una pistola nascosta tra pacchi di pasta.
Durante l’intervento, la polizia ha trovato Kevin Matteo Di Maria, 21 anni, in una stanza di un affittacamere del centro.

Quando gli agenti hanno bussato alla porta, il giovane avrebbe cercato di prendere tempo e successivamente di disfarsi di tre sacchetti lanciandoli dal balcone. All’interno c’erano cocaina e marijuana.
Nel corso della perquisizione, gli investigatori hanno rinvenuto anche una pistola calibro 6,35 con 27 cartucce, nascosta in un cassetto della cucina. L’arma, secondo gli accertamenti, era stata rubata a Torino nel 1977.
Complessivamente sono stati sequestrati oltre 700 grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, marijuana e hashish, già suddivise in dosi e pronte per lo spaccio.
Durante le operazioni il telefono del giovane continuava a squillare: a chiamarlo era la madre, alla quale avrebbe chiesto di avvisare il padre dell’arrivo della polizia.

Gli agenti hanno così raggiunto un bed and breakfast non molto distante dove alloggiavano il padre, Federico Di Maria, 47 anni, e la compagna Sefora Amico, anche lei 47enne.
All’interno della stanza del B&B sono stati trovati altri involucri di cocaina e hashish, un bilancino di precisione e un coltello intriso di sostanza stupefacente.
Nel corso dell’interrogatorio Kevin Matteo Di Maria, assistito dall’avvocato Paolo Ingrao, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Sefora Amico, difesa dall’avvocato Francesca Cocca, si è invece assunta l’esclusiva responsabilità della droga trovata nella stanza del bed and breakfast, scagionando il compagno Federico Di Maria. La donna ha inoltre ammesso di vendere abitualmente sostanze stupefacenti per difficoltà economiche.
Federico Di Maria ha confermato la versione della compagna. Il giudice Alberto Lippini ha ritenuto credibili le dichiarazioni della donna ed ha disposto la scarcerazione dell’uomo, escludendo un suo coinvolgimento nei fatti.
Per Kevin Matteo Di Maria è stata invece disposta la custodia cautelare in carcere, mentre Sefora Amico resterà agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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