La polizia, insieme al Nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria di Palermo e al reparto della Penitenziaria – area sicurezza della casa circondariale di Enna, con il coordinamento della Procura ennese, ha notificato 21 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di persone che, all’epoca dei fatti, erano detenute nell’istituto di pena ennese.
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati avrebbero contribuito a far entrare all’interno del carcere sostanze stupefacenti e telefoni cellulari, eludendo i controlli e utilizzando diversi stratagemmi.
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire le modalità con cui droga e telefonini venivano introdotti illecitamente nella struttura penitenziaria. In alcuni casi, il materiale veniva nascosto all’interno di pacchi postali o tra capi di abbigliamento destinati ai detenuti.
In altre circostanze, invece, le sostanze stupefacenti e i micro cellulari venivano occultati all’interno di palline da tennis e successivamente lanciati dall’esterno all’interno dell’area del carcere.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati eseguiti diversi sequestri di sostanze stupefacenti e di micro telefoni cellulari, strumenti che, secondo gli inquirenti, venivano utilizzati dai detenuti per mantenere contatti con l’esterno.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Enna, ha permesso così di delineare un sistema articolato di introduzione illegale di materiale proibito all’interno della struttura penitenziaria.
Le indagini proseguono per chiarire ulteriori responsabilità e verificare eventuali altri coinvolgimenti.



