Cronaca / Attualità

Emergenza al lungomare di Seccagrande: “Scogliera artificiale inadeguata”

L’emergenza al lungomare di Seccagrande ha riacceso l’attenzione sul tratto del lungomare Leonardo da Vinci, dopo il duro intervento di Wwf Sicilia Area Mediterranea e Marevivo Sicilia.
Dopo il sopralluogo dei tecnici comunali, di Arpa, Aica e Capitaneria di porto per verificare lo stato dei luoghi e fare il punto sulla situazione nuovo intervento di Wwf Area Mediterranea e Marevivo Sicilia.
“Durante il controllo – scrivono le associazioni ambientaliste – è stato empiricamente constatato che la conduttura spezzata sarebbe quella delle acque bianche. Un elemento che, per pura fortuna, ridimensiona almeno in parte il quadro più allarmante. Allo stato attuale, pur essendo la tubazione stata scoperta dalla mareggiata, non si rilevano perdite dalla condotta delle acque nere”.

Danni strutturali e criticità evidenti

“La scomparsa e/o l’inadeguatezza della scogliera artificiale – sottomesso Wwf e Maresicilia – impone una riflessione urgente e interventi strutturali adeguati.
L’erosione ha compromesso la sede stradale, oggi divenuta intransitabile, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza pubblica e sulla viabilità, soprattutto in vista della stagione balneare ormai alle porte. In estate, infatti, le pompe di sollevamento delle acque nere opereranno a pieno regime, aumentando la pressione su un sistema già esposto”.
Il sindaco è intervenuto per rassicurare la popolazione, ma resta evidente “che l’emergenza al lungomare di Seccagrande necessita di azioni rapide e concrete”.

Emergenza al lungomare di Seccagrande: i nodi burocratici

Accanto ai danni materiali emergono criticità amministrative che rischiano di rallentare ulteriormente la risoluzione del problema.
A differenza di altri Comuni colpiti dal ciclone Harry, come Lampedusa, “non sarebbe stata attivata tempestivamente la procedura di somma urgenza”. Una scelta che avrebbe consentito, per gli ambientalisti, l’accesso rapido ai fondi necessari per fronteggiare i danni e avviare la messa in sicurezza.
“Il Comune potrebbe anticipare le somme per la messa in sicurezza, ma l’operazione appare complessa e dagli esiti incerti. Per il ripristino strutturale e le opere di difesa costiera si dovrà ricorrere ai finanziamenti dell’assessorato alle Infrastrutture attraverso l’iter ordinario”.
Il rischio, sottolineano le associazioni, è che senza una pressione politica costante il progetto possa rimanere intrappolato nei tempi lunghi della burocrazia, come accaduto per molte opere pubbliche in Sicilia.
“Annunciare finanziamenti milionari non basta a rassicurare i cittadini né a modificare la realtà dei fatti”.

Wwf Sicilia Area Mediterranea e Marevivo Sicilia ribadiscono la propria disponibilità a collaborare “con spirito costruttivo e garbato, nell’interesse della tutela ambientale e della sicurezza del territorio”.

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