Cronaca / Attualità

Dittaino, aggiudicata la gara per il progetto esecutivo: al via la messa in sicurezza del fiume

Un passo decisivo verso la messa in sicurezza del fiume Dittaino. La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, guidata dal presidente Renato Schifani, ha aggiudicato la gara per la redazione del progetto esecutivo degli interventi di sistemazione dell’alveo del corso d’acqua.
Il tratto interessato dai lavori ricade nei territori dei comuni di Agira, Regalbuto, Catenanuova e Ramacca, tra lo svincolo dell’autostrada A19 Palermo-Catania e il ponte sulla Strada statale 192. In quest’area, l’alveo del Dittaino risulta in gran parte ostruito da detriti e vegetazione accumulati nel tempo, con una conseguente riduzione della sezione idraulica e un aumento del rischio di esondazioni.
Le procedure di aggiudicazione sono state definite dagli uffici diretti da Sergio Tumminello. I rilievi e le indagini tecniche saranno eseguiti da un raggruppamento temporaneo di professionisti coordinato dalla Api srl di Belluno, per un importo complessivo di 130 mila euro, con un ribasso del 72,1 per cento.
Si avvia così l’iter di un intervento atteso da anni dal comprensorio e che potrà contare su risorse finanziarie complessive superiori ai cinque milioni di euro. Le indagini preliminari serviranno alla stesura del progetto esecutivo e riguarderanno il tratto del fiume che necessita di una vera e propria rifunzionalizzazione.
L’opera rientra nel programma della Struttura commissariale per la tutela del patrimonio idrico fluviale dell’Isola, finalizzato alla manutenzione degli alvei e alla mitigazione del rischio idrogeologico. Un obiettivo particolarmente rilevante in un’area che, negli ultimi anni, è stata più volte colpita da eventi alluvionali in concomitanza con condizioni meteorologiche avverse.
Il sito presenta infatti una pericolosità idraulica classificata come P3 e un rischio variabile tra R1 e R2. Il fiume Dittaino, lungo complessivamente circa 45 chilometri e con una larghezza media di 120 metri, ha mantenuto la profondità originaria solo nella parte centrale dell’alveo, mentre sui lati l’accumulo di detriti e la crescita incontrollata della vegetazione hanno ridotto la capacità di deflusso.
Il progetto individuerà le soluzioni più idonee per ripristinare il regolare scorrimento delle acque e prevede, tra gli interventi, il taglio della vegetazione, la rimozione dei materiali sedimentati, la risagomatura e la pulizia degli argini, oltre alla realizzazione di nuove opere idrauliche. Un intervento strategico per la sicurezza del territorio e delle comunità locali.

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