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Mafia a Sciacca, per Friscia sentenza impugnata sia dalla Dda che dalla difesa

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Per Domenico Friscia, di 61 anni, di Sciacca, sia la Dda di Palermo che la difesa hanno impugnato la sentenza di primo grado che il 14 ottobre scorso lo ha condannato, in abbreviato, per mafia, a 10 anni e 6 mesi di reclusione.

La prima udienza è fissata il 10 giugno 2026 davanti alla prima sezione della Corte di Appello di Palermo. La dichiarazione di appello per la Dda porta la firma dei sostituti Claudio Camilleri, Francesca Dessì e Maria Ticino.

Friscia, nel processo su mafia e appalti, scaturito da un’indagine della guardia di finanza, è stato assolto dall’accusa di avere diretto la famiglia mafiosa di Sciacca ed è per quest’aspetto che la procura nei suoi confronti ha impugnato la sentenza. L’accusa aveva chiesto 20 anni di reclusione con l’organizzazione e non soltanto la partecipazione. La difesa, con l’avvocato Teo Caldarone, ha impugnato chiedendo la piena assoluzione.

La procura della Repubblica di Palermo ha impugnato la sentenza anche per Giuseppe Marciante, di 37 anni, assolto perché il fatto non sussiste in primo grado dall’accusa di associazione mafiosa. Anche per Marciante processo d’appello.

Il gup del Tribunale di Palermo ha assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di scambio elettorale politico-mafioso l’ex consigliere comunale Vittorio Di Natale, di 50 anni, e Rosario Catanzaro, di 65 anni. Anche per loro processo d’appello a seguito della decisione della Dda di impugnare la sentenza.

Giuseppe Pantano
Giuseppe Pantano
Giornalista Professionista

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