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Comune di Sciacca

L’inchiesta partita da Sciacca sulla maxi frode fiscale da 35 milioni di euro, i dettagli

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E’ Luigi Bruccoleri, di 42 anni, di Agrigento, quello che la guardia di finanza sostiene essere stato la “mente” di un sistema di frode fiscale con oltre 200 imprese, ubicate sull’intero territorio nazionale, che avrebbero emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo di oltre 35 milioni di euro.

Nel corso di una perquisizione a carico dell’indagato è stato sequestrato denaro contante per 305 mila euro, di cui 225 mila in banconote suddivise in mazzette, etichettate all’interno di sacchetti sottovuoto e
nascoste in un’intercapedine del sottoscala.

Le fiamme gialle della Compagnia di Sciacca, coordinate dalla locale procura della Repubblica, in esecuzione di specifico decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Sciacca, hanno poi messo i sigilli su
una lussuosa villa, sita ad Agrigento, e su 4 auto di grossa cilindrata, tra cui un’Audi RS e una Bmw.

L’indagine ha consentito di tracciare più di 2000 fatture emesse da 7 società “cartiere”, intestate a “prestanome” e prive di effettiva consistenza aziendale, che avrebbero simulato falsi rapporti di sponsorizzazione relativi a gare automobilistiche di rally. Si tratta di manifestazioni sportive che si svolgevano nel meridione d’Italia.

Questo secondo le indagini il meccanismo attraverso il quale si sarebbe concretizzata la frode: il contatto del Bruccoleri sarebbe stato fornito dal pilota di turno e successivamente l’emissione della fattura falsa dalla “cartiera” e il pagamento della società che riceveva la fattura. Il denaro sarebbe stato indirizzato a beneficio della “cartiera” i cui conti trasferiti su carte prepagate intestate a Bruccoleri o ad altre persone. Anche delle altre carte l’agrigentino avrebbe avuto credenziali e possibilità di movimentazione. Oppure le carte sarebbero state intestate ad altra gente sempre in contatto con Bruccoleri.

La stima è di circa 200 carte prepagate da cui sarebbero stati prelevati ogni giorno per ogni carta circa mille euro. Dalla somma di mille euro sarebbero stati trattenuti dal Brucculeri l’iva esposta nelle fatture false oltre a una “commissione”, variabile dal 5 al 14%.

Grazie a queste prestazioni centinaia di società, con sede a partire da Lombardia, Veneto, Lazio, Umbria e Puglia, avrebbero beneficiare di “costi” fittizi con cui abbattere il proprio reddito e, dunque, ridurre le imposte dovute.

Altra particolarità è che le società “cartiera”, con sede a Roma per meri recapiti, sarebbero rimaste in piedi per non più di due anni.

Bruccoleri è indagato per autoriciclaggio (una parte dei proventi li avrebbe impiegati nell’acquisto di un’attività commerciale nel nord Italia) oltre che per reati tributari.

Le fiamme gialle hanno segnalato all’autorità giudiziaria 18 persone (6 sono siciliani), denunciate, a vario titolo, per frode fiscale e omessa dichiarazione, e 13 società, per la responsabilità amministrativa da reato in capo agli enti.

Nei confronti di 6 di queste, i finanzieri di Sciacca hanno già eseguito mirate verifiche fiscali, provvedendo, inoltre, a segnalare ai Reparti del Corpo territorialmente competenti le molteplici società utilizzatrici, per la constatazione di violazioni tributarie per un valore imponibile complessivo di oltre 21 milioni di euro e quasi 5 milioni di iva.

L’indagine ricostruisce vicende partite nel 2019 e hanno collaborato i carabinieri del Reparto territoriale di Sciacca.

Il presunto dominus della frode ha già chiesto di patteggiare la pena in udienza preliminare, previa confisca di beni sottoposti a sequestro per un valore di circa tre milioni di euro.

Giuseppe Pantano
Giuseppe Pantano
Giornalista Professionista

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