Favara si è letteralmente fermata per salutare Gabriele Vaccaro, il giovane di 25 anni morto dopo essere stato colpito con un’arma da taglio lo scorso fine settimana a Pavia.
Nel pomeriggio, una folla imponente ha riempito la Chiesa Madre e la piazza antistante, trasformando le esequie in un momento di dolore condiviso da un’intera comunità.
All’ingresso del luogo di culto uno striscione con una dedica semplice e diretta:
“Il tuo sorriso vivrà in eterno” e’ lo striscione esposto dagli amici che hanno indossato la maglia numero 2, quella che lo aveva accompagnato durante il suo percorso nel calcio dilettantistico.
La cerimonia è stata officiata dall’arcivescovo Alessandro Damiano, alla presenza di numerosi sindaci del territorio agrigentino e del primo cittadino di Pavia, Michele Lissia.
Nel corso dell’omelia, monsignor Alessandro Damiano ha parlato di una ferita profonda che attraversa non solo la famiglia ma l’intera collettività, richiamando tutti a non perdere il senso dell’umanità davanti a episodi di violenza definiti inspiegabili.
Un passaggio centrale del suo intervento è stato l’invito a non cedere alla disumanizzazione e a costruire percorsi educativi capaci di contrastare il vuoto che spesso caratterizza le relazioni tra i più giovani.
Il riferimento è stato anche al rischio di una realtà distorta, in cui si smarrisce il valore della vita e degli altri, fino a generare comportamenti estremi. Da qui l’appello a famiglie, istituzioni e comunità a investire su responsabilità, educazione e accompagnamento, senza limitarsi a risposte punitive.
Momento particolarmente intenso quello del ricordo della fidanzata, che ha letto una lettera dedicata a Gabriele, suscitando emozione tra i presenti.
Al termine della funzione, all’uscita del feretro, centinaia di palloncini bianchi e azzurri sono stati lasciati volare in cielo, mentre la piazza restava in silenzio.