Non hanno trovato alcun riscontro le diffide inviate nelle scorse settimane da venti aziende che operano nell’area di via Lioni per i lavori di riqualificazione della galleria Belvedere che porterà il traffico della Statale 115 nel perimetro urbano.
Così le aziende che si sono rivolte al legale Calogero Marino hanno presentato una formale istanza di accesso agli atti nei confronti di Anas e del Comune di Sciacca per ottenere tutta la documentazione relativa all’approvazione del progetto e alle decisioni che hanno portato alla scelta della viabilità alternativa durante il cantiere.
L’iniziativa, nasce dalle preoccupazioni legate all’imminente chiusura della galleria e alla conseguente deviazione del traffico lungo via Lioni, prevista per un periodo stimato di circa tre anni e dieci mesi.
Secondo quanto sostenuto nell’istanza, tale soluzione rischierebbe di convogliare lungo l’asse urbano l’intero flusso veicolare proveniente dalle direttrici Agrigento-Menfi, con possibili ripercussioni sulla sicurezza stradale, sulla circolazione dei mezzi di soccorso e sulle attività economiche presenti nella zona.
Le aziende evidenziano di avere avanzato ad Anas una proposta alternativa che prevederebbe il collegamento tra via Lioni e via Pompei attraverso l’attraversamento di un terreno privato attualmente libero.
Una soluzione che, secondo quanto riportato nel documento, sarebbe stata considerata dai tecnici Anas migliorativa sotto il profilo funzionale e della sicurezza. Nonostante ciò, sostengono gli istanti, non sarebbe stata adottata né sarebbero arrivate risposte definitive sulle ragioni della mancata attuazione.
Nell’istanza viene inoltre ricordato l’incontro svoltosi al Comune di Sciacca alla presenza del Prefetto di Agrigento, durante il quale Anas avrebbe manifestato la disponibilità a individuare un percorso alternativo. Impegno che, secondo le imprese, non avrebbe finora trovato concreta attuazione.
Con la richiesta di accesso agli atti, le aziende chiedono di ottenere il provvedimento di approvazione del progetto, gli atti che hanno portato alla scelta di via Lioni come percorso sostitutivo, le relazioni tecniche sulle alternative valutate, eventuali pareri e autorizzazioni rilasciati da altri enti e i verbali delle riunioni tecniche svolte negli ultimi mesi.
Le imprese avvertono infine che, in caso di mancata risposta entro i termini previsti dalla legge, si rivolgeranno alle competenti autorità giudiziarie anche per contestare l’eventuale formazione del cosiddetto “silenzio-rifiuto” da parte delle amministrazioni coinvolte