Gravi le condizioni dei bimbi rimasti feriti sulla barca in Croazia intossicati dal monossido.

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Rimangono gravissime le condizioni dei due bambini italiani intossicati sulla barca a vela lunedì notte in Croazia e i medici di Spalato temono ora che possano riportare conseguenze a causa del monossido di carbonio.

La notizia è riportata dal quotidiano dalmata Slobodna Dalmacija, secondo un neurologo del centro ospedaliero di Spalato, dove i due bambini sono in cura.

I ricoverati sono il bimbo di cinque anni, figlio del manager siciliano Eugenio Vinci, 57 anni, di Sant’Agata di Militello, amministratore delegato del gruppo Tuo, che gestisce i supermercati Tuodì, morto a bordo della barca, e la bambina di quattordici anni, figlia della moglie di Vinci.

I due bambini sono ancora in un coma indotto, collegati ai respiratori artificiali, ma in condizioni più stabili rispetto ai giorni precedenti.

“Per ora e troppo presto fare prognosi” su possibili conseguenze di natura permanente, ha detto ai giornalisti Branka Polic, capo del reparto di terapia intensiva pediatrica del centro ospedaliero di Spalato. “Gli organi vitali si stanno riprendendo – ha spiegato – ma solo quando i bambini verranno sconnessi dai ventilatori meccanici si potrà sapere se la funzione respiratoria si è ripresa e se esistono danni”.

Già mercoledì l’autopsia sul corpo di Vinci aveva confermato che era stato il monossido di carbonio, molto probabilmente rilasciato dall’impianto di climatizzazione, ad avvelenare i sei turisti siciliani che lunedì sera hanno accusato diversi malesseri rientrando nelle loro cabine del caicco della Atlantis Boat, sul quale si trovavano da tre giorni per una crociera in Croazia. Del gruppo faceva parte anche Bruno Mancuso, il sindaco di Sant’Agata di Militello.

L’armatore e lo skipper della barca sono stati arrestati e poi rimessi in libertà con l’accusa di non aver garantito le condizioni di sicurezza per gli ospiti del caicco che avevano noleggiato.