Il commissariamento dell’Ati per il piano d’ambito, La Rocca Ruvolo: “Sono fortemente perplessa”

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“Sono fortemente perplessa sul commissariamento dell’Ati di Agrigento per l’approvazione del Piano d’ambito e questa mattina ho chiesto un incontro al presidente della Regione, onorevole Nello Musumeci. Ricordo che il consiglio direttivo dell’Ati aveva già chiesto la sospensione del provvedimento di diffida che purtroppo non è stato accolto, si attende adesso la stessa solerzia per le altre Ati della Sicilia. Intanto, è importante capire al più presto e per questo  la Regione ha strumenti e competenze, quali sono i Comuni che potranno chiedere il riconoscimento dei requisiti ex art. 147 del D.lgs 152/2006 che consentono la gestione autonoma del servizio idrico integrato”.

Lo scrive in una nota la deputata regionale e sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, a proposito della nomina, da parte del governo regionale, del commissario ad acta per l’approvazione del Piano d’ambito dell’Ati di Agrigento.

“Da quando sono stata chiamata a sostituire il sindaco di Favara nel consiglio direttivo dell’Ati – sottolinea La Rocca Ruvolo – ho lavorato incessantemente affinché non si perdesse tempo. Il primo risultato è stato raggiunto il 27 settembre quando è stata scelta e approvata la società speciale consortile. Da quel momento diverse le mie sollecitazioni al direttivo a precedere in tempi celeri. Il 27 gennaio scorso ho inviato una nota al presidente dell’assemblea territoriale in cui sollecitavo la calendarizzazione degli adempimenti dell’Ati, ovvero: l’invio ai consigli comunali, entro la prima settimana di febbraio, dello statuto della società consortile per l’approvazione definitiva; la costituzione della società consortile entro marzo 2020; l’approvazione immediata del Piano d’ambito considerato che l’Ati era stata diffidata dalla Regione Siciliana a procedervi. Mi preme sottolineare comunque che in questi mesi, al di là di pastoie e lentezze, si è lavorato in questo senso e da subito si è detto di andare avanti per non perdere i finanziamenti, per dare risposte ai cittadini e soprattutto per ridurre le tariffe, al di là del 147 che sembrava far bloccare tutto. Ci si è appellati al Tar per diverse questioni con risultati straordinari per l’Ati.

Dalla richiesta risarcitoria di 70 milioni di euro da parte del gestore Girgenti Acque per la mancata consegna delle reti da parte di alcuni Comuni, alla sentenza sulla legittimità della tariffa per gli anni 2016/2019, fino alla sentenza ultima con cui il Tar Sicilia ha ritenuto incompetente la giunta regionale per l’approvazione dell’articolazione tariffaria per la fornitura dell’acqua all’ingrosso da parte di Siciliacque che aveva previsto un corrispettivo triplo rispetto alla tariffa praticata. Quest’ultimo mi pare un risultato importante che attribuisce all’Ati il compito di definire il costo dell’acqua all’ingrosso, componente rilevante che incide sul costo finale del servizio sostenuto dai cittadini. Penso che questa sentenza debba far riflettere e faccia nuovamente tornare d’attualità la questione della tariffa, perché più volte è stato detto che l’Ati e il gestore privato avevano grosse responsabilità ma altre responsabilità sono del sovrambito che applica tariffe elevate”.

“In questo momento di grande criticità, con questa sentenza del Tar si apre un’altra maglia, che è quella – aggiunge La Rocca Ruvolo – di definire come e quanto deve essere venduta l’acqua e quali sono gli spazi per poter lavorare su tariffe calmierate, perché l’obiettivo dell’Ati deve essere quello di fornire acqua ai cittadini ogni giorno, di fornirla a prezzi accessibili e far sì che questo bene prezioso e indispensabile non abbia più costi insostenibili che gravano pesantemente sui bilanci della famiglie della nostra provincia. Per me questo è prioritario con o senza commissari. La politica resta l’interlocutrice privilegiata per la soluzione dei problemi dei propri cittadini. I cittadini, votandoci, hanno riposto in noi tale aspettativa. Non sono disponibile né a giochi sotto banco, frutto di una politica che non mi appartiene, né a demandare ad altri le decisioni. La situazione che oggi abbiamo sotto gli occhi evidenzia sì la lentezza da parte dell’Ati ma non si possono sottovalutare anche i risultati raggiunti e le attività intraprese. È assodato che l’Ati di Agrigento non può rischiare di perdere finanziamenti ma ritengo questo valga per tutta la Sicilia.

Mi piacerebbe sapere – aggiunge Margherita La Rocca Ruvolo – cosa si intende fare in quei territori dove ancora esistono gli Ato idrici e i percorsi per non perdere i finanziamenti europei lontani anni luce dal traguardo o ancora là dove a gestire il SII , nella stessa provincia, sono svariate società. Ricordo che è di fondamentale importanza procedere all’adeguamento delle reti fognarie e dei depuratori, visto che siamo già stati pesantemente sanzionati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Ho appreso che è appena partito il commissariamento del consorzio il Voltano, anche su questo tema voglio essere chiara: i debiti del Voltano non possono essere caricati all’Ati e quindi spalmati sui Comuni che non li hanno generati”.

“In questi mesi – conclude La Rocca Ruvolo – sono stata tentata più volte dal rassegnare le dimissioni dal direttivo ma il senso di responsabilità ha prevalso sempre, la politica non può abdicare al proprio ruolo e non può lasciare che altri la sostituiscano. Questo mi ha spinto ad andare avanti e continuerò fino alla fine, perché su questa vicenda dell’acqua mi sono impegnata sin dall’inizio dei miei mandati sia di sindaco che di parlamentare e continuerò a farlo in un’ottica di equità, giustizia sociale e di economicità di un servizio che va garantito a tutti i cittadini. Quest’Isola continua a vedersi commissariata in tutto dall’ambito idrico a quello dei rifiuti passando per le ex province, mi chiedo quali siano i vantaggi ad oggi ottenuti”.