Ha ammesso i fatti, di avere sbagliato e di averlo fatto per aiutare la famiglia. E’ andata così dinanzi al gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo per il diciassettenne di origine tunisina arrestato a Ribera dai carabinieri. Il giovane, che è assistito dall’avvocato Giuseppe Tramuta, ha così lasciato il Malaspina ottenendo la permanenza in casa.
A Ribera, nel corso di un servizio di controllo del territorio denominato “Trinacria”, i carabinieri della locale Tenenza, con il supporto dei militari della Compagnia di Intervento Operativo di Palermo, lo avevano tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il giovane è stato fermato dai militari mentre transitava a piedi in piazza Giulio Cesare. Nel corso del controllo ha inizialmente consegnato spontaneamente una modica quantità di hashish, ma i successivi accertamenti hanno consentito di rinvenire ulteriori 8 involucri in pellicola di alluminio contenenti complessivamente circa 9 grammi della medesima sostanza.
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di sequestrare ulteriori 290 grammi circa di hashish, suddivisi in ben oltre cento dosi, e un panetto, oltre alla somma in contanti di circa 4.800 euro, in banconote di piccolo e medio taglio, ritenuta verosimile provento dell’attività di spaccio.
Lo stupefacente e il denaro sono stati sottoposti a sequestro.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, il giovane è stato condotto presso il Centro di Prima Accoglienza “Malaspina” di Palermo. Adesso nei suoi confronti è stata disposta la permanenza domiciliare.



