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Palermo, imprenditore ai domiciliari per sfruttamento del lavoro ed estorsione: coinvolti circa 20 dipendenti

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Un noto imprenditore attivo nel settore della lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di sfruttamento del lavoro ed estorsione nei confronti di circa venti dipendenti.
Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Guardia di Finanza – Comando Provinciale di Palermo, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo.
Sono due le persone denunciate dalla Compagnia di Partinico: oltre al titolare dell’azienda, anche un suo stretto collaboratore.

L’imprenditore, rappresentante legale della società coinvolta, amministra un’attività che commercializza prodotti ortofrutticoli destinati alle principali catene della grande distribuzione della provincia di Palermo.
Le indagini, coordinate dal secondo Dipartimento “Tutela vittime vulnerabili” della Procura, avrebbero fatto emergere un sistema di presunti abusi nei confronti dei lavoratori, attraverso prassi aziendali in contrasto con la normativa vigente in materia di rapporti di lavoro subordinato.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero state accertate violazioni relative alla concessione di ferie e riposi settimanali, oltre a irregolarità retributive con stipendi difformi rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali, in alcuni casi inferiori fino al 50 per cento.
In numerose circostanze, inoltre, i dipendenti sarebbero stati costretti a prelevare in contanti parte dello stipendio per restituirlo al datore di lavoro, configurando così anche l’ipotesi di estorsione.
Dall’attività investigativa sarebbe emerso un modello organizzativo fondato sull’approfittamento dello stato di vulnerabilità economica e sociale dei lavoratori, costretti ad accettare condizioni ritenute inique pur di garantire il sostentamento alle proprie famiglie.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto ai fenomeni distorsivi del mercato del lavoro, con l’obiettivo di tutelare i diritti dei lavoratori e assicurare condizioni di concorrenza leale tra le imprese.
Resta ferma, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza: la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.

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