18.1 C
Comune di Sciacca

Inchiesta della Procura di Palermo, Iacolino indagato per concorso esterno in associazione mafiosa

Pubblicato:

La Procura di Palermo ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici del direttore generale del Policlinico di Messina ed ex parlamentare europeo del Pdl Salvatore Iacolino, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza rapporti con ambienti mafiosi e episodi di corruzione.

Iacolino, nominato alla guida del nosocomio della città dello stretto la scorsa settimana, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra. L’indagine si inserisce nel filone investigativo che oggi ha portato all’arresto per corruzione di un dirigente regionale e di un imprenditore ritenuto vicino agli ambienti mafiosi.

Secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, Iacolino avrebbe messo a disposizione del boss di Favara, suo compaesano, Carmelo Vetro – già condannato per associazione mafiosa – l’influenza e la rete di relazioni costruite nel corso della sua attività istituzionale e politica.

In particolare, gli inquirenti ritengono che Iacolino avrebbe sfruttato il ruolo ricoperto alla Regione Siciliana come dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, oltre alla propria esperienza politica, contribuendo – secondo l’ipotesi accusatoria – al rafforzamento del clan di Favara.

All’ex eurodeputato i pubblici ministeri contestano di aver sostenuto gli interessi economici del capomafia e di alcuni suoi uomini, tra cui l’imprenditore Giovanni Aveni, fornendo informazioni su procedure amministrative in corso e agevolando incontri con funzionari di rilievo della pubblica amministrazione regionale. Tra le figure citate negli atti figurano il manager dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì, la vicepresidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana Bernardette Grasso e il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina.

Sempre secondo l’accusa, quando era direttore generale della Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute, Iacolino avrebbe compiuto atti contrari ai propri doveri d’ufficio attraverso ripetute sollecitazioni ai vertici amministrativi dell’Asp di Messina su procedimenti indicati da Vetro.

Gli investigatori contestano inoltre all’ex parlamentare europeo di non aver segnalato la precedente condanna per mafia del boss di Favara e di aver anzi favorito la creazione di canali riservati con figure apicali dell’amministrazione regionale per consentirgli di ottenere lavori nel settore pubblico.

In cambio, secondo la ricostruzione della Procura, Iacolino avrebbe ricevuto finanziamenti per campagne elettorali e promesse di assunzioni di lavoratori. Le indagini sono tuttora in corso.

Cristian Ruvanzeri
Cristian Ruvanzeri
Giornalista pubblicista. Ha iniziato a collaborare con la redazione di Risoluto nel 2022, a soli 18 anni. Si occupa principalmente di cronaca e spettacolo, approfondendo temi di attualità con uno sguardo fresco e diretto.

Articoli correlati

Articoli Recenti