La Procura della Repubblica di Palermo ha chiuso l’indagine sull’illecita gestione degli appalti e delle nomine nella sanità regionale.
I pm hanno notificato 9 avvisi di conclusione dell’inchiesta, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Tra i destinatari del provvedimento l’ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ai domiciliari con le accuse di corruzione e traffico di influenze.
Cade la contestazione di associazione a delinquere che (in origine) era mossa a carico di Cuffaro. Esce di scena il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace, dopo che sia il gip che il riesame avevano respinto nei suoi confronti la richiesta di domiciliari. Per Pace, difeso dagli avvocati Lillo Fiorello e Rosaria Giacomazzo, si profila la richiesta di archiviazione. Esce di scena anche l’imprenditore favarese Alessandro Vetro.
A rischiare il processo sono: Ferdinando Aiello, 54 anni, di Cosenza; Roberto Colletti, 68 anni, di Siculiana; Salvatore Cuffaro, 68 anni, di Raffadali; Marco Dammone, 52 anni, di Palermo; Antonio Iacono, 68 anni, di Palermo; Mauro Marchese, 65 anni, di Napoli; Sergio Mazzola, 60 anni, di Belmonte Mezzagno; Vito Raso, 63 anni, di Palermo. Sotto inchiesta anche la società Dussman Service Srl.