Cronaca / Attualità

Ingiunzione da oltre 450mila euro annullata: nulla dovuto dall’ospedale Villa Sofia

Si chiude con un annullamento totale l’ingiunzione di pagamento che pendeva sull’Azienda ospedaliera Villa Sofia – Cervello di Palermo.

La decisione, formalizzata con sentenza del 3 aprile 2026, mette fine – almeno per ora – alla pretesa economica avanzata nei confronti della struttura palermitana, che riguardava l’utilizzo di terreni riconducibili alla Croce Rossa.

La vicenda trae origine da un precedente contenzioso: il Tribunale di Palermo aveva già riconosciuto un risarcimento di circa 137mila euro per il periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Successivamente, però, l’ESACRI aveva richiesto un ulteriore pagamento per gli anni dal 2012 al 2023, notificando nel 2024 un’ingiunzione per oltre 426mila euro, poi incrementata fino a superare i 454mila con spese e accessori.

L’azienda ospedaliera, assistita dall’avvocato Girolamo Rubino, ha impugnato il provvedimento, contestando la legittimità della richiesta.

Secondo i giudici romani, la pretesa avanzata dall’ente creditore non poteva essere sostenuta in assenza di un titolo esecutivo riferito al periodo successivo al 2012. La precedente pronuncia del Tribunale di Palermo, infatti, riguarda un arco temporale limitato e risulta inoltre ancora oggetto di giudizio in appello.

Il Tribunale ha chiarito che, per procedere con un’ingiunzione ai sensi di un Regio Decreto del 1910, sarebbe stato necessario ottenere una nuova decisione giudiziaria che accertasse in modo specifico il credito per gli anni successivi.

In mancanza di tale presupposto, le somme richieste sono state ritenute prive di un valido titolo esecutivo.

Da qui la decisione di annullare l’ingiunzione.

Condividi
Pubblicato da