La direzione e il Circolo dicono no all’intitolazione a Carola Benedetta, ma la sindaca e la vice insistono: “Iter tortuoso, ma fattibile”

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Il sindaco Francesca Valenti e l’assessore alla Pubblica Istruzione Gisella Mondino hanno indirizzato una lettera al presidente del Consiglio di Circolo Laura Cuschera e al dirigente del primo circolo didattico “Giovanni XXIII” Gabriella Scaturro dopo la notizia del diniego degli organi dell’istituto a intitolare un edificio scolastico alla piccola Carola, così come proposto dall’Amministrazione comunale.  

“Apprendiamo con tristezza – scrivono la sindaca e la vice sindaca – delle vostre obiezioni e perplessità ad intitolare il vostro Istituto alla vostra alunna Carola Catanzaro,  la bambina di dieci anni deceduta in seguito ad una malattia, i cui genitori hanno consentito la donazione degli organi, dando la possibilità di vita a 8 bambini.

Pur non potendo, né volendo intaccare la libertà di scelta e di decisione degli Organi Collegiali e della Direzione del Circolo, ci permettiamo di invitarvi tutti ad un’ulteriore riflessione per venire incontro ad una richiesta espressa da tutta la Cittadinanza di Sciacca e di cui questa Amministrazione si è fatta interprete , con la lettera  inviatavi il 2 dicembre 2019. Si fa fatica a comprendere, anche da un punto di vista giuridico-amministrativo, le motivazioni addotte nel rigettare la richiesta di intitolazione dell’edificio di Via Catusi, che accoglie gli alunni della scuola primaria Giovanni XXIII e della scuola dell’infanzia ‘Mazzini-De Gasperi’.

Il sorriso e l’intelligenza della piccola Carola, la generosità e l’altruismo della sua famiglia testimoniano in modo esemplare la forza di una speranza di vita e di luce che non può arrendersi ‘di fronte ad un procedimento lungo e tortuoso’, né ad opinabili rituali pareri di altri Organi Istituzionali, né ancora a inesistenti  rischi di desantificazione.

La Santità di  Papa Giovanni XXIII ha radici così salde, profonde e universalmente condivise da non rischiare di essere messa in discussione dall’intitolazione a Carola del vostro Istituto. Se il “Papa Buono”, che accarezzava i bambini ed asciugava le lacrime agli intimi dolori dell’uomo, potesse comunicare con noi, in questa ‘epoca… percorsa e penetrata da errori radicali, straziata e sconvolta da disordini profondi,’  troverebbe le parole giuste per fugare ogni vostra esitazione e  accendere nel Circolo della piccola Carola  un simbolico bagliore, ad eternare questa sofferta e nobile espressione di profondi valori umani, che può stimolare in noi tutti ‘possibilità immense di bene’.”

La direzione e l’organo collegiale hanno motivato il diniego sulla base delle norme che disciplinano la materia che non consente di motivare una intitolazione diversa rispetto l’attuale a Giovanni XXIII”.

“L’intitolazione -ha precisato l’organo collegiale presieduto da Laura Cuschera – una volta stabilita, può essere mutata, con la stessa procedura stabilita nei paragrafi soltanto per il sopravvenire di particolari circostanze da motivarsi adeguatamente (es.: venir meno dei presupposti che sostenevano la precedente intitolazione; impossibilità, in rapporto all’evoluzione della coscienza pubblica, del ricordo di comportamenti che il momento storico considera inattuali o contrastanti con gli intessi nazionali”