La marineria di Sciacca è pronta a fare scattare la protesta per l’elevato costo del gasolio. “Nello scorso mese di gennaio un litro di carburante per i natanti lo pagavamo 60 centesimi al litro – dice il presidente della cooperativa di pesca Madonna del Soccorso, Salvatore Scaduto, in una dichiarazione pubblicata dal Giornale di Sicilia in edicola oggi – mentre adesso ha raggiunto 92 centesimi. Un armatore per una battuta di pesca, da mezzanotte alle 17 del giorno successivo, spende circa mille euro di gasolio per il natante che attualmente non recupera dalla vendita del pescato”.
Scaduto parla anche di una “drastica riduzione del pescato che si registra già da alcuni mesi e che acuisce la crisi”. Associazioni e cooperative hanno chiesto nei giorni scorsi un incontro all’assessore regionale alla alla Pesca segnalando che “dallo scorso mese di dicembre le imprese del settore sono state costrette a prolungati periodi di fermo, risultando tuttora impossibilitate a svolgere regolarmente l’attività lavorativa”.
E questo per la “diffusa presenza di detriti e rifiuti depositatisi sui fondali e sulla superficie marina, che ostruiscono le maglie delle reti impedendo il pescaggio e rendendo difficoltose le operazioni di salpamento delle attrezzature”. A Sciacca nei giorni scorsi si sono riunite anche le imprese impegnate nella commercializzazione chiamate a raccolta dalla Confcommercio. E anche loro sono sul piede di guerra e hanno proclamato lo stato di agitazione.