Il ciclone Harry ha lasciato ferite profonde in vaste aree del Paese, ma il rischio ora è che la portata reale del disastro non venga percepita fino in fondo dall’opinione pubblica. È questo il senso dell’appello lanciato dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine di un sopralluogo al mercato ittico di Aci Trezza, frazione marinara di Aci Castello duramente colpita dal maltempo.
«Amici a Milano sono rimasti molto colpiti dai danni causati dal ciclone Harry – ha dichiarato La Russa – ma forse sarebbe necessario che i media televisivi e quelli della carta stampata si occupassero con maggiore intensità di ciò che sta accadendo».
«Non è un rimprovero, bensì un cortese richiamo a non trascurare il dramma che stanno vivendo le istituzioni, i cittadini, i commercianti».
Da qui la proposta di avviare una raccolta di solidarietà e di risorse, con il coinvolgimento diretto di televisioni e giornali.
«Io sono a disposizione – ha aggiunto – perché in altri casi è stato fatto. La raccolta non è ancora partita e spero che questo appello serva a farla nascere».
In caso contrario, La Russa non esclude un’iniziativa politica trasversale: «Potremmo farlo come forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Ma mi auguro che siano i media a muoversi per primi e che io possa accodarmi».
Il presidente del Senato ha sottolineato l’ampiezza del disastro: «Sono molto colpito da quello che ho visto. Il territorio coinvolto è vastissimo: c’è la Sardegna, c’è la Calabria, ci sono le isole. Si tratta di qualcosa di enorme che forse non è stato ancora percepito come tale». Centrale, secondo La Russa, è anche il fattore tempo: «C’è la necessità di fare in fretta nella ricostruzione».
Sul piano istituzionale, il governo farà la sua parte. «Potrà mettere a disposizione le risorse necessarie – ha spiegato – ma servirà la collaborazione dei sindaci, dei cittadini e di tutte le istituzioni».
Infine, un impegno personale, legato anche a un rapporto profondo con il territorio: «Non sono estraneo a questa terra. Tornerò qui regolarmente e periodicamente a verificare che, passata la festa, non si gabbi il Santo».