La Sicilia del vino si prende la scena alla 58esima edizione di Vinitaly, a Verona. L’isola si conferma tra i territori più dinamici del panorama enologico nazionale, forte del primato italiano per superficie vitata e di una produzione che spazia tra bianchi, rossi, rosati e bollicine sempre più apprezzati sui mercati.
Sono 164 le cantine siciliane presenti a Veronafiere, protagoniste di un’offerta che punta su identità territoriale e qualità. L’assessorato regionale dell’Agricoltura, insieme ai consorzi e agli enti coinvolti, ha messo in campo un programma articolato di panel e masterclass. Spazio anche alla sostenibilità, con la valorizzazione delle aziende bio all’interno del padiglione Sicilia. Tra i temi al centro del confronto le nuove frontiere dell’enoturismo e i linguaggi emergenti per comunicare il vino.
Dalle prime giornate arrivano indicazioni positive anche dalle voci dei protagonisti. Giorgio Mannino sottolinea l’andamento incoraggiante dell’affluenza e l’interesse qualificato degli operatori, evidenziando in particolare la forte curiosità dei visitatori per l’area dell’Etna Doc e per i vini di contrada.
Sul fronte produttivo, Tonino Guzzo richiama l’attenzione sul crescente ruolo dei vitigni a bacca bianca, indicando nel Catarratto una delle varietà su cui si concentrano le prospettive di sviluppo del comparto, accanto al Grillo e ad altre produzioni autoctone. Le interviste sono state realizzate dal giornalista Salvo Ognibene.



