Il Tar Palermo ha ordinato all’Assessorato regionale alla Salute di pronunciarsi definitivamente sull’istanza di accreditamento istituzionale presentata dalla rete-contratto Krealab, che riunisce decine di laboratori di analisi operanti in diverse province siciliane, tra cui Agrigento, Palermo, Catania e Siracusa.
Con una decisione destinata ad avere importanti ricadute sul settore della diagnostica in Sicilia, il Tar Sicilia ha accolto il ricorso proposto dalla rete Krealab, censurando l’inerzia dell’Amministrazione regionale, rimasta silente nonostante il lungo decorso del procedimento.
La vicenda trae origine dal rigetto dell’istanza di riconoscimento istituzionale della rete, struttura priva di soggettività giuridica ma costituita legittimamente ai sensi della normativa vigente. A seguito di una successiva revoca del diniego e di un intervento della Corte Costituzionale sulla materia, l’Assessorato non ha tuttavia adottato alcun provvedimento formale di conclusione del procedimento, mantenendo una posizione di sostanziale stallo.
Per tale ragione, i laboratori aderenti alla rete — facenti capo all’organo comune rappresentato dalla dottoressa Elisa Interlandi — hanno impugnato il silenzio-inadempimento della Pubblica Amministrazione, assistiti dagli avvocati Girolamo Rubino, Alberto Pepe e Giuseppe Impiduglia.
Il Collegio giudicante ha condiviso integralmente le argomentazioni difensive, ribadendo un principio fondamentale del diritto amministrativo: l’Amministrazione ha l’obbligo di pronunciarsi mediante un provvedimento espresso ogni qualvolta lo impongano le esigenze di giustizia sostanziale e i doveri di correttezza e buona amministrazione.
Secondo il Tar, tale obbligo sussiste anche in presenza di un preavviso di rigetto, trattandosi di un atto meramente endoprocedimentale, incapace di giustificare l’inerzia dell’ente pubblico.
Alla luce di ciò, il Tar ha condannato l’Assessorato regionale alla Salute a concludere il procedimento entro 60 giorni.
La pronuncia assume un rilievo strategico per il comparto della diagnostica siciliana: il riconoscimento della rete-contratto consentirebbe infatti ai laboratori aderenti di mantenere la propria autonomia e personalità giuridica, evitando l’obbligo di confluire in grandi consorzi, e al contempo di raggiungere — attraverso la sommatoria delle prestazioni — la soglia delle 200.000 prestazioni annue, requisito essenziale previsto dalle nuove normative per il mantenimento dell’accreditamento con il Servizio Sanitario Regionale.
Oltre all’obbligo di provvedere, l’Assessorato è stato altresì condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 1.500 euro, oltre al rimborso del contributo unificato.



