L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento è intervenuta ufficialmente sull’episodio, recentemente riportato dagli organi di stampa, relativo al trasferimento di un paziente fragile dall’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca all’Ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera per l’esecuzione di un intervento chirurgico d’urgenza.
La Direzione Strategica dell’Asp ha espresso rammarico per quanto accaduto, chiarendo che l’evento è stato determinato da una serie di fattori contingenti.
Tra questi, la contemporanea indisponibilità per malattia di due dirigenti medici in servizio presso il presidio ospedaliero di Sciacca, la persistente difficoltà nel reclutamento di nuovo personale sanitario – dovuta alla generale carenza di professionisti – e l’urgenza imposta dalle condizioni cliniche del paziente.
L’Azienda ha sottolineato come, nonostante tali criticità, siano stati compiuti sforzi concreti per rafforzare l’organico, ricordando che appena una settimana fa è stato completato il concorso per il primariato di chirurgia a Sciacca.
La Direzione Strategica evidenzia inoltre la complessità delle scelte operative in contesti di emergenza, nei quali è necessario garantire la continuità assistenziale in situazioni di reale impellenza.
Pur ribadendo l’impegno costante dell’Asp di Agrigento nella tutela della sicurezza e della qualità delle cure, la Direzione ha manifestato solidarietà al paziente e ai suoi familiari per il disagio subito, precisando che le condizioni cliniche dell’uomo risultano attualmente stabili e in miglioramento.
Nell’ottica di prevenire il ripetersi di episodi analoghi, l’Azienda ha annunciato l’avvio di verifiche interne e l’adozione di strumenti organizzativi finalizzati a rafforzare i percorsi assistenziali e il coordinamento tra i presidi sanitari del territorio.
In particolare, è stata già disposta una misura immediata: ove possibile, saranno i chirurghi in servizio a Ribera a spostarsi per operare presso l’ospedale di Sciacca, riducendo così al minimo i trasferimenti dei pazienti e garantendo una maggiore continuità assistenziale a livello locale.
Una decisione che mira a rispondere in modo più efficace alle situazioni critiche e a tutelare, soprattutto nei casi più fragili, il diritto alle cure nel rispetto della sicurezza e della dignità dei pazienti.



