Dopo tre anni di siccità e di richieste rimaste senza risposte concrete, l’Associazione Liberi Agricoltori di Ribera torna a far sentire la propria voce sul tema del riempimento delle dighe in Sicilia.Con un comunicato dai toni amari e ironici, il presidente, Dino Giovanni D’Angelo, sottolinea come l’attuale disponibilità d’acqua negli invasi sia dovuta esclusivamente alle recenti piogge, definite simbolicamente come l’opera degli “onorevoli Padreterno e Pioggia”, piuttosto che a interventi programmati dalle istituzioni.
Un risultato che porta sollievo agli agricoltori, ma che allo stesso tempo evidenzia, secondo l’ associazione, anni di immobilismo nella gestione dell’emergenza idrica.
Nel comunicato vengono chiamati in causa la Presidenza della Regione, l’assessorato all’Agricoltura, la deputazione regionale agrigentina e i vertici del Consorzio di Bonifica AG3.Secondo Liberi Agricoltori, in questi tre anni segnati dalla siccità si sono susseguite solo promesse e dichiarazioni, senza che venissero attuate soluzioni concrete, nonostante fossero state proposte misure semplici e poco costose per contenere i danni.
Il riempimento delle dighe in Sicilia, quindi, viene visto come un evento naturale piuttosto che come il frutto di una reale pianificazione pubblica.
Gli agricoltori ricordano di aver avanzato più volte proposte pratiche per migliorare l’efficienza del sistema idrico. Interventi che, se messi in atto per tempo, avrebbero potuto alleviare le difficoltà vissute dal settore agricolo durante la lunga crisi.
La mancanza di manutenzione delle infrastrutture viene indicata come una delle principali cause della dispersione dell’acqua e delle difficoltà di approvvigionamento.
Pur nella critica, l’associazione lascia aperta una possibilità di riscatto per le istituzioni.Gli agricoltori chiedono che, durante l’estate, l’acqua venga distribuita in tempi utili, evitando ritardi che possano portare le colture, in particolare gli agrumeti, in condizioni di stress idrico. Viene inoltre sollecitato l’avvio immediato delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, per garantire che l’acqua accumulata negli invasi raggiunga effettivamente i terreni.
Il riempimento delle dighe in Sicilia rappresenta una risorsa fondamentale, ma senza una rete efficiente rischia di trasformarsi in un’occasione sprecata.
Secondo l’associazione, solo interventi concreti sulle infrastrutture potranno evitare che l’acqua venga dispersa prima di arrivare alle aziende agricole.
L’appello finale degli agricoltoriIl comunicato si chiude con un messaggio chiaro: gli agricoltori sono pronti a riconoscere meriti alle istituzioni, ma solo davanti a risultati concreti.
Dopo anni di attese e promesse, il riempimento delle dighe in Sicilia dovrà ora tradursi in una gestione efficace dell’acqua, capace di sostenere davvero il comparto agricolo e prevenire nuove emergenze in futuro.