L’indagine sulla ragazzina che avrebbe subito atti sessuali a Menfi e Gibellina, il giudice lascia in carcere la madre

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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha rigettato la richiesta di sostituzione della misura della custodia in carcere con i domiciliari lasciando in cella la madre della ragazzina che avrebbe subito atti sessuali a Menfi e Gibellina e un altro indagato.

La richiesta di arresti domiciliari è stata rigettata oltre che per la madre, assistita dall’avvocato Nino Sutera, per Pietro Civello, di 63 anni, di Gibellina, assistito dall’avvocato Antonino Vallone.

I due sono indagati per induzione alla prostituzione minorile.

Gli altri quattro indagati, invece, tre ai domiciliari e uno in libertà, avrebbero compiuto atti sessuali con la giovane. Il 9 settembre, nell’ambito dell’incidente probatorio, l’esame del perito nominato dal giudice per stabilire maturità e attendibilità della ragazzina.