Condotte insufficienti dalle quali si è voluta estrapolare una responsabilità del Derelitto solo perché era stato condannato per mafia in sentenze precedenti. Così per la difesa di Giovanni Derelitto, di 74 anni, di Burgio, che ne ha chiesto l’assoluzione in appello nel processo a suo carico per associazione mafiosa.
Ha discusso l’avvocato Tedodoro Caldarone e nella prossima udienza discuteranno ancora per Derelitto l’avvocato Vincenzo Castellano e per l’altro imputato, Alberto Provenzano, di 59 anni, di Burgio, gli avvocati Vincenzo Giambruno ed Alessandro Martorana.
Si tornerà in aula il 4 giugno 2026 davanti ai giudici della quarta sezione della Corte di Appello di Palermo.
La Procura generale di Palermo in una precedente udienza aveva chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado a Derelitto e Provenzano. Per il primo 14 anni di reclusione e per il secondo 10 anni e 8 mesi in continuazione con altre sentenze.
Il processo è quello scaturito dall’operazione antimafia condotta dai carabinieri a Burgio, Lucca e Villafranca Sicula e i due imputati sono stati giudicati in primo grado dal gup del Tribunale di Palermo, Ivana Vassallo.
Un’altra tranche di questo processo, con un maggior numero di imputati, si celebra al Tribunale di Sciacca con il rito ordinario. L’attività investigativa è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Agrigento, con l’ausilio di attività tecniche, nel periodo compreso tra aprile 2021 e luglio 2023.