Mafia, la Cassazione respinge il ricorso della difesa e finisce in carcere il margheritese Rocco D’Aloisio

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Passa dai domiciliari al carcere Rocco D’Aloisio, di 48 anni, di Santa Margherita Belice. Il pastore, sotto processo per rapina al Tribunale di Sciacca, è destinatario di una misura cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Icaro”. E’ indagato per associazione mafiosa e detenzione illegale di armi. Il ricorso per Cassazione presentato dal suo difensore, l’avvocato Salvino Barbera, è stato dichiarato inammissibile. Così è diventata definitiva l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. D’Aloisio è stato arrestato dalla polizia di Stato. Ad eseguite il provvedimento, emesso dalla sezione per il Riesame dei provvedimenti restrittivi della libertà personale del Tribunale di Palermo, è stata la Squadra Mobile di Agrigento. D’Aloisio è stato condotto al carcere Petrusa. Per il margheritese era stata chiesta la custodia cautelare. A seguito del primo rigetto da parte del Gip del tribunale di Palermo, la Procura distrettuale aveva proposto ricorso al Tribunale per il Riesame che ha avallato le tesi accusatorie. Il successivo ricorso per Cassazione di D’Aloisio contro quest’ultima decisione è stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte. Per la vicenda riguardante rapine e tentate rapine in banca nel Belice dell’operazione The Wall (D’Aloisio è indicato tra i presunti basisti e si trovava ai domiciliari) il processo a suo carico è già iniziato dinanzi al Tribunale di Sciacca, in composizione collegiale. Per i fatti di mafia ricostruiti dall’operazione Icaro, invece, D’Aloisio viene giudicato in abbreviato e il suo difensore discuterà il 27 aprile.