Il gup di Palermo ha rinviato a giudizio Floriana Calcagno, insegnante ritenuta legata sentimentalmente al boss Matteo Messina Denaro, con l’accusa di favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza della pena. Il processo nei suoi confronti inizierà il prossimo 4 maggio davanti al tribunale.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Gianluca De Leo, riguarda il presunto ruolo che la donna avrebbe avuto negli ultimi anni di latitanza del capomafia, arrestato il 16 gennaio 2023 dopo trent’anni di fuga.
Calcagno si era presentata spontaneamente in Procura il 21 gennaio 2023, cinque giorni dopo la cattura del boss. Ai magistrati aveva raccontato di aver scoperto solo allora la vera identità dell’uomo con cui aveva intrattenuto una relazione per alcuni mesi.
Secondo la sua versione, l’uomo si sarebbe presentato con il nome di “Francesco Salsi”, dicendo di essere un medico anestesista in pensione.
La donna aveva riferito di averlo conosciuto nel 2022 in un supermercato di Campobello di Mazara e di aver iniziato a frequentarlo dopo alcuni incontri casuali, anche nei pressi della scuola in cui lavorava. Messina Denaro le avrebbe confidato di essere malato di tumore e di sottoporsi a cicli di chemioterapia.
Le indagini dei carabinieri del Ros avrebbero però delineato uno scenario diverso. Secondo gli investigatori, il rapporto tra i due sarebbe stato stabile e duraturo, e l’insegnante avrebbe ospitato il latitante nella propria casa al mare.
Dopo l’arresto del boss, sono state acquisite immagini che li ritrarrebbero insieme in auto: in alcune sequenze lei lo precederebbe con la propria vettura per verificare l’eventuale presenza di posti di blocco; in altre, sarebbe stata ripresa mentre trasportava pacchi nel covo di Campobello di Mazara.
Elementi che, per l’accusa, configurerebbero un sostegno concreto alla latitanza del capomafia. Sarà ora il dibattimento a chiarire responsabilità e ruolo dell’imputata nella fase finale della lunga fuga di Matteo Messina Denaro.