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Palermo, mazzette per indirizzare le salme: arrestati tre dipendenti dell’ospedale Cervello

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Si sarebbero accordati con alcune imprese di pompe funebri per “pilotare” l’assegnazione delle salme, ricevendo denaro in cambio dell’indirizzamento dei familiari dei defunti.

Con questa accusa sono finiti agli arresti domiciliari tre dipendenti della camera mortuaria dell’ospedale Cervello di Palermo.
Il provvedimento cautelare è stato eseguito dalla polizia, sezione Anticorruzione della Squadra mobile di Palermo, su delega della Procura della Repubblica.

L’ordinanza, firmata dal gip del Tribunale di Palermo, dispone i domiciliari per i tre indagati, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione.
L’inchiesta prende le mosse da un’articolata attività investigativa avviata nei primi mesi del 2024 e coordinata dalla Procura di Palermo, incentrata sulla gestione dei decessi ospedalieri. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre avrebbero stretto accordi con alcune imprese funebri per favorirle nell’affidamento dei servizi, orientando i congiunti dei defunti verso ditte “amiche”.
Tra gli episodi contestati, anche un caso ritenuto emblematico dagli inquirenti: quello di un cittadino irlandese deceduto a Palermo.

Le indagini, supportate da riprese video, avrebbero documentato l’indirizzamento dei familiari verso una specifica impresa funebre. In cambio, uno dei dipendenti sarebbe stato ripreso mentre riceveva la somma di 500 euro dai referenti della ditta.
Le indagini proseguono per chiarire l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e per accertare l’ampiezza del presunto sistema corruttivo all’interno della camera mortuaria dell’ospedale.

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