In occasione del 34° anniversario della strage di Capaci, che ricorre domani, il Comune di Montevago ha promosso, nell’auditorium della Città dei Ragazzi, l’incontro “Educare alla Legalità – Testimonianze di chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte”, momento di riflessione dedicato ai temi della giustizia, della memoria e dell’impegno civile.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’istituto comprensivo “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”, ha coinvolto studenti, docenti e cittadini. Ad aprire l’incontro sono stati gli interventi istituzionali della sindaca Margherita La Rocca Ruvolo, della presidente del consiglio comunale Antonella Migliore, dell’assessore alla Cultura, Calogero Barrile, e della dirigente scolastica Gabriella Scaturro.
“Lo abbiamo voluto fare per non dimenticare e lo abbiamo voluto fare con i ragazzi”, ha dichiarato la sindaca Margherita La Rocca Ruvolo, sottolineando il valore educativo dell’iniziativa e il confronto con testimoni impegnati ogni giorno nei territori più difficili. La prima cittadina ha inoltre evidenziato il lavoro della dirigente scolastica Antonella Di Bartolo, “una preside che lavora alla periferia di Palermo, in una scuola difficile”, capace di portare “passione” e “amore per i ragazzi”.
Tra gli ospiti dell’incontro, infatti, la dirigente scolastica Antonella Di Bartolo, alla guida dell’Istituto Comprensivo “Sperone Pertini” di Palermo e autrice del libro Domani c’è scuola, che ha raccontato l’esperienza maturata nel quartiere Sperone. “Abbiamo cercato di coinvolgere il quartiere in un processo di consapevolezza dei propri diritti”, ha spiegato, definendo il progetto educativo “una storia di comunità”.
Di Bartolo ha ricordato i cambiamenti avvenuti dal 2013 ad oggi: “In dieci anni abbiamo abbattuto la dispersione scolastica dal 27% all’1%”. Un percorso che, secondo la dirigente, ha contribuito anche a modificare “gli immaginari di bambine e bambini e anche dei loro genitori”, con un numero crescente di studenti che oggi guarda al liceo e all’università come prospettiva futura.
L’assessore alla Cultura Calogero Barrile ha evidenziato il significato della manifestazione a poche ore dall’anniversario dell’attentato di Capaci. “Abbiamo deciso di farlo con le scuole, perché è giusto che i ragazzi più giovani debbano conoscere di quanto cattiva sia la mafia, di quanto violenta sia la mafia”, ha affermato.
Nel corso della mattinata spazio anche alla testimonianza dell’ispettore di polizia, Maurizio Ortolan, autore del libro Io, sbirro a Palermo, e alla mostra fotografica curata da Franco Lannino, dedicata alla memoria di chi ha lottato per la verità e la giustizia. A moderare l’incontro è stato il giornalista Giuseppe Pantano.



