Morta “la mamma coraggio” di Sciacca, aveva salvato il figlio da una malattia genetica

Aveva solo trentasette anni Gisella Dimino D’Aleo, la “mamma coraggio” di Sciacca che qualche anno fa, aveva lottato per poter salvare il figlio da una malattia genetica rara.

Insieme al marito, ha sollecitato una gara di solidarietà che ha permesso di poter curare il loro primogenito dall’anemia di Fanconi. Gisella si è sottoposta anche ad una fecondazione in vitro, con una diagnosi pre impianto in Belgio, ma in Italia vietata, per dare una possibilità al bambino affetto dalla patologia.

Poi è stata la loro secondogenita a consentire il trapianto di midollo al fratello. I D’Aleo si sono trasferiti a Genova per anni, lasciando casa, lavoro, tutto e alla fine, hanno vinto la battaglia per la vita del bimbo. Quando tutto sembrava rasserenarsi è arrivata una grave malattia anche per Gisella che in una prima fase era riuscita a contrastare. Poi la ricaduta e oggi il decesso.

L’altruismo smisurato di Gisella è stato ancora una volta, messo in evidenza nel 2017 quando l’associazione “Orazio Capurro – Amore per la vita” ha deciso di assegnare proprio alla mamma saccense il Premio alla Solidarietà dedicato al giovane medico con un compenso in denaro.

In quell’occasione, la donna decise di destinare la ricompensa a due centri di ricerca, il Centro per la ricerca “Anemia Fanconi” e al “Centro accoglienza Cilla Bambini malati di tumore”. (Nelle foto, il momento della premiazione e nelle altre, i coniugi D’Aleo al momento della consegna del denaro insieme ai team medici della ricerca).

In occasione del premio Capurro avevamo incontrato e intervistato la “mamma coraggio”, intervista che vi riproponiamo qui di seguito in integrale.

Alla famiglia D’Aleo e Dimino, le più sentite condoglianze da parte della redazione di Risoluto.it per la grave perdita.

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