No al rientro a scuola, la sindaca Valenti: “Se non lo fara’ la Regione, adotterò io i provvedimenti necessari”

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Si è appena conclusa la riunione dell’Anci Sicilia e molti sindaci si sono detti pronti ad adottare un’azione congiunta che impedira’ il ritorno in classe. E’ di questo avviso anche la sindaca di Sciacca, Francesca Valenti.
Il presidente Anci, Francesco Cacciatore al termine della riunione di stasera, ha riferito che durante la discussione è stato ribadito da parte dei rappresentanti della Regione che giuridicamente, i sindaci in base alle norme vigenti non hanno la facoltà di chiudere le scuole o decidere se una scuola possa andare o meno in DAD e che ciò, in base anche all’art.2 dell’ordinanza n.1/2022 del Presidente della Regione siciliana ciò può ipoteticamente avvenire, per una durata non superiore a 10 giorni, previo parere tecnico obbligatorio da parte dell’ASP territorialmente competente, soltanto quando un territorio sia dichiarato zona rossa o arancione, mentre al momento la Sicilia e i nostri Comuni sono in zona gialla.
“È stato concordato – afferma Cacciatore – che, se la Regione non assumera’ domani i provvedimenti richiesti, faremo un’ordinanza di sospensione dell’attività didattica in presenza, assumendoci le responsabilità consequenziali”.

La riunione di oggi e’ stata chiesta a gran voce da molti primi cittadini per confrontarsi con la Regione sul tema. Quasi tutti si dicono contrari al ritorno previsto in classe per lunedì e che la Regione condivide sebbene finora ha girato la stessa richiesta al Governo nazionale e al momento, si e’ limitata a ribadire che e’ possibile la chiusura degli istituti scolastici solo per i comuni in zona rossa o arancione.

“Io ritengo – ha spiegato la sindaca Valenti – debba essere il governo regionale a prendere atto della situazione e ad adottare i provvedimenti conseguenziali.
Se così non dovesse essere, adotterò io i provvedimenti necessari ad impedire il rientro a scuola lunedì prossimo”.

“La scuola – ha poi spiegato – non può essere riaperta lunedì. E’ certo che il sistema sia saltato; tantissimi cittadini sono positivi e ancora non sono stati registrati nell’elenco dell’ASP, quindi non conosciamo il numero reale di soggetti positivi

I contagi sono in crescita vertiginosa (solo oggi mi sono stati comunicati 60 positivi “ufficiali”), non è stato fatto lo screening di tutta la popolazione scolastica e i dirigenti non possono chiedere una dichiarazione ai genitori sullo stato di salute dei loro figli (cosa che sta accadendo. Non c’è chiarezza sul trasporto scolastico dei pendolari che frequentano le nostre scuole….
Insomma, c’è una situazione di incertezza e di pericolo che non consente di garantire la riapertura “in sicurezza”, come dice il governo nazionale”.

Presa di posizione sul tema anche del segretario provinciale del Pd, Simone Di Paola: “Sarebbe semplicissimo, su un tema come quello della riapertura delle scuole, fare facile propaganda, mettendo ancora una volta l’accento sull’incapacità del Governo regionale di intavolare con il Governo Centrale un confronto costruttivo, in grado di porsi in sintonia con il bene comune della popolazione siciliana. Sebbene, infatti, la competenza a decidere in tema di riapertura delle scuole sia prevalentemente di Roma, sarebbe tuttavia semplicissimo rimarcare il fatto che, ancora una volta, le idee del centrodestra, al governo della regione, appaiono poche e per di più confuse, ponendo l’accento sulla totale disorganizzazione ai limiti dell’anarchia assoluta qual è quella che regna ormai da tempo ai vertici dell’Assessorato regionale alla salute, incapace di darsi protocolli efficaci ovvero di assumere iniziative, organiche e strutturali, adeguate alla straordinarietà dell’emergenza”.