L’occupazione femminile in Sicilia raggiunge un risultato significativo, toccando nel 2024 il livello più alto mai registrato. Il tasso di occupazione delle donne nell’isola si è attestato al 37,3 per cento, un dato che rappresenta un record storico ma che colloca ancora la regione nelle ultime posizioni della classifica nazionale.
Accanto a questo risultato emergono segnali positivi anche sul fronte del lavoro autonomo. Nei primi nove mesi del 2025 il numero di lavoratrici indipendenti è cresciuto del 3 per cento, portando a 95.000 il totale delle donne impegnate in attività autonome.
Occupazione femminile in Sicilia e crescita dell’imprenditoria
Nel tessuto produttivo regionale sono 113.245 le imprese a conduzione femminile, pari al 24,4 per cento del totale. Di queste, 11.139 sono imprese artigiane, attive soprattutto nei servizi alla persona, nel settore alimentare e nella ristorazione.
Questi numeri mostrano come l’occupazione femminile in Sicilia sia sempre più legata anche all’imprenditoria. Le attività guidate da donne rappresentano infatti una componente stabile dell’economia locale e contribuiscono a sostenere diversi comparti produttivi.
Un altro elemento rilevante riguarda il ricambio generazionale e l’inclusione. L’11,7 per cento delle imprese artigiane femminili è guidato da giovani under 35, mentre il 7,1 per cento è condotto da donne straniere, segno di un sistema produttivo che coinvolge nuove generazioni e percorsi di integrazione.
Il divario di genere nel mercato del lavoro
Nonostante il record registrato, l’occupazione femminile in Sicilia continua a evidenziare un forte squilibrio rispetto a quella maschile. Il divario di genere nel mercato del lavoro resta infatti pari a 26,3 punti percentuali, confermando la distanza tra partecipazione delle donne e quella degli uomini.
Le differenze emergono anche a livello territoriale. Nel 2024 Ragusa registra il tasso di occupazione femminile più alto dell’isola con il 49,4 per cento, seguita da Enna con il 39,9 per cento, Messina con il 38,4 per cento, Catania con il 37,7 per cento e Palermo con il 37,0 per cento.
Proprio Palermo presenta il divario di genere più contenuto, pari a 23,5 punti percentuali.
Le province con i tassi più bassi
In posizione intermedia si collocano Agrigento con il 36,9 per cento, Trapani con il 36,7 per cento e Siracusa con il 36,0 per cento.
Il dato più basso riguarda invece Caltanissetta, dove il tasso di occupazione femminile scende al 29,2 per cento e il divario uomo-donna raggiunge 33,3 punti percentuali, il più elevato dell’isola.
Istruzione più alta, ma restano criticità
Un elemento che emerge dal quadro dell’occupazione femminile in Sicilia riguarda il livello di istruzione. Le donne siciliane risultano infatti più istruite degli uomini: il 26,1 per cento è laureato e il 58 per cento diplomato.
Nonostante ciò, persistono alcune criticità legate alle competenze digitali e al fenomeno dei Neet, che coinvolge il 27,4 per cento delle giovani.
Secondo Vincenza Scala, presidente regionale del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Sicilia, il lavoro artigianale femminile rappresenta una risorsa importante per la regione non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e culturale. Le donne artigiane contribuiscono ogni giorno a preservare e innovare mestieri legati al territorio.
I dati mostrano quindi segnali di crescita, ma il percorso verso una piena parità nel mercato del lavoro resta ancora una sfida aperta.



