Omicidio del 1993, condannato Emanuele Radosta di Villafranca Sicula che confessa il delitto

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Il Gup Fabio Pilato, del Tribunale di Palermo, su richiesta della Dda Camilleri e Sinatra, procedendo con il rito abbreviato, ha condannato Emanuele Radosta, di 49 anni, di Villafranca Sicula, per l’omicidio volontario, avvenuto nel 1993, in danno di Vincenzo Arrigo, di Burgio.
È stata comminata la pena di anni 14, concedendo le generiche e la diminuzione per la scelta del rito.

L’ergastolano ha confessato di recente il crimine, commesso tanti addietro, uccidendo per errore una vittima innocente (persona per bene, estranea a contesti criminali).

Si sono costituiti parte civile la vedova, i figli, i germani e i nipoti dell’Arrigo, anche nell’interesse della mamma deceduta, rappresentati e difesi dagli Avvocati Giovanni, Giuseppe e Sergio Vaccaro, del Foro di Sciacca.
Il risarcimento è stato demandato al giudice civile, con una provvisionale di euro 50.000 per ogni parte civile.

L’imputato, che è stato sentito prima dagli inquirenti e poi dal giudicante, ha più volte confessato l’omicidio (rimasto a suo tempo impunito), rivelandone i particolari non conosciuti e chiedendo scusa ai familiari della vittima.

Il Radosta è difeso dall’avvocato Marina Vaciago, del Foro di Milano.
E’ stato pure condannato al risarcimento dei danni e al rimborso delle spese, in favore delle parti danneggiate, costituitesi in giudizio.
In seguito alla discussione delle parti, nelle precedenti udienze, il giudice si era riservato di decidere, rinviando all’udienza del 19 aprile, per eventuali repliche.

Per la stesura della motivazione, il termine è stato fissato in giorni novanta.