Omicidio Plazza ad Alessandria della Rocca, l’accusa chiede 14 anni per l’imputato e la difesa la non imputabilità

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L’accusa ha chiesto la condanna a 14 anni di reclusione, la difesa la non imputabilità. Il 12 marzo la sentenza. La vicenda è quella riguardante l’omicidio di Liborio Plazza, ad Alessandria della Rocca. Gioacchino Di Liberto, di 84 anni, che viene giudicato, con il rito abbreviato, al Tribunale di Sciacca, è accusato di avere sparato due colpi di fucile doppietta calibro 16 colpendo Plazza alla gola e al fianco. Si ipotizzano come motivazioni del fatto questioni di vicinato sorte con Plazza, proprietario di un fondo limitrofo.

Il pm Roberta Griffo ha chiesto la condanna a 14 anni di Di Liberto con le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate. La difesa, con gli avvocati Fabrizio Di Paola e Raffaele Bonsignore, invece, ha chiesto la non imputabilità per vizio di mente, non essendo capace di intendere e di volere al momento del fatto. In linea subordinata, l’insussistenza delle aggravanti della premeditazione e dei futili motivi e la sussistenza delle attenuanti della provocazione e le generiche.

Ha discusso anche la parte civile che è rappresentata dagli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano.

Il giudice Antonino Cucinella ha rinviato per eventuali altre repliche e per la sentenza al 12 marzo. Secondo il perito nominato dal giudice Di Liberto era capace di intendere e di volere al momento del fatto.  Per il consulente della difesa l’anziano non era capace di intendere e di volere al momento del fatto.