Cronaca / Attualità

Ospedale di Sciacca, disagi anche in Ortopedia

Il parlamentare regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, torna a denunciare la grave carenza di personale che si registra nelle corsie “Giovanni Paolo II” di Sciacca, “dove due tra le unità operative più attive rischiano la definitiva chiusura”.

Si tratta dei reparti di Ortopedia e Urologia, “dove ormai non si possono più fare interventi chirurgici – scrive Catanzaro – ma solo una insufficiente attività ambulatoriale. In particolare, per le difficoltà evidenti determinate dalla carenza di dirigenti medici, nelle scorse ore il responsabile dell’Area di Emergenza dell’ospedale di Sciacca è stato costretto a trasmettere una nota alla Centrale Operativa 118 di Caltanissetta invitandoli a trasferire presso l’ospedale di Castelvetrano i “pazienti con sospette lesioni ossee e con parametri vitali nella norma per l’impossibilità della divisione di Ortopedia di Sciacca ad espletare terapia chirurgica””.

“Il vasto hinterland di Sciacca non può essere privato di un servizio di assistenza fondamentale – dice Catanzaro chiedendo al giverno regionale strumenti straordinari e flessibili in grado di consentire all’Asp di mettere in campo soluzioni che, con le attuali norme, risultano purtroppo inattuabili – una analoga richiesta l’avevo fatta alcuni mesi fa quando emergevano le prime difficoltà nelle gestione di alcune unità operative, ma nulla è stato fatto. I pochi sanitari in servizio oggi a Sciacca sono costretti a turni massacranti e anche loro non possono lavorare serenamente in condizioni palesemente difficili. Per fronteggiare la gravissima emergenza – afferma Catanzaro – chiederò per l’ennesima volta al governo regionale di utilizzate procedure straordinarie di reclutamento del personale, in deroga alla disciplina vigente, come dovrebbe accadere ogni volta che ci si trova ad affrontare problemi che mettono a repentaglio il fondamentale servizio di assistenza sanitaria. Spero che questa volta Musumeci e Razza – conclude il parlamentare / prestino più attenzione a questo grido d’allarme che arriva da un territorio colpevolmente trascurato”.

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