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Palermo, risarcimento alle figlie di Marcello Cimino: riconosciuto il massimo dal fondo per le vittime di reati violenti

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Il Ministero della Giustizia ha dato esito positivo all’istanza avanzata dalle figlie di Marcello Cimino, l’uomo senza fissa dimora ucciso a Palermo nel marzo del 2017 in un episodio di estrema violenza.

Alle due donne sarà corrisposta la somma prevista nella misura più alta dal fondo statale destinato alle vittime di delitti particolarmente gravi: si tratta di 50 mila euro complessivi, cifra che viene liquidata a prescindere dal numero degli aventi diritto.

La vicenda risale a nove anni fa, quando Cimino, 45 anni, venne aggredito mentre dormiva sotto il portico della missione San Francesco, nella zona dei Cappuccini. L’uomo fu cosparso di carburante e incendiato mentre si trovava nel suo giaciglio di fortuna.

Il riconoscimento economico rappresenta uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per garantire un sostegno ai familiari delle vittime di reati violenti, a prescindere dall’esito delle eventuali azioni risarcitorie in sede civile

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