È stata inaugurata al bivio Gulfa, in territorio di Santa Margherita Belice, una panchina rossa nella pensilina per l’attesa degli autobus, un’opera che assume un valore che va oltre la semplice funzione pratica: un luogo di passaggio quotidiano che diventa presidio di messaggi civili, dalla pace al contrasto della violenza di genere.
Leonardo Mauceri, past president del Rotary Menfi Belice Carboj, ha sottolineato il significato simbolico della struttura: “Il punto di incontro di tante cittadine che vanno a lavorare a Palermo, dove possono realmente vedere quest’opera, dove sono scritti i messaggi di pace, ma anche il messaggio contro la violenza sulle donne”. Un’eredità rotariana che continua: “La cosa più bella è che è un progetto partito l’anno scorso, ma che è continuato e è stato ben accolto quest’anno con Nino Verderrame”.
Il governatore distrettuale ha richiamato la cornice più ampia dell’iniziativa, che parte del progetto “Steli di Pace”: “Abbiamo voluto lasciare in tutti i territori di Sicilia e Malta dei segni tangibili del nostro impegno per la pace, dei simboli potenti che servono come monito per ricordare a ciascuno di noi che l’impegno per la pace è un impegno personale”.
Parallelamente, il sindaco di Santa Margherita Belice, Gaspare Viola, ha annunciato interventi imminenti sull’area del bivio Gulfa, che sarà presto più sicura e valorizzata: “Questo sito così ricco di storia e così importante strategicamente per tutto il territorio sarà adeguatamente illuminato”. L’attivazione dell’illuminazione è prevista a breve: “Io penso che ormai è questione di settimane”.
Il sindaco ha aggiunto prospettive di rilancio turistico e funzionale: “Le autolinee Gallo avranno un ruolo determinante in questo recupero” e l’obiettivo è favorire “il potenziamento della ricettività” per superare “un turismo toccata e fuga”.
Durante l’evento si è parlato anche di sostegno alle donne vittime di violenza, tema richiamato dalla panchina rossa. Marisa Gagliano, coordinatrice dell’area Violenza di genere della cooperativa Quadrifoglio, ha illustrato le misure disponibili: “È possibile chiedere una misura pari a 10.000 euro che consentono alle donne di poter sviluppare progetti di autonomia, autonomia abitativa, autonomia lavorativa”. Un sostegno importante ma non ancora pienamente sfruttato: “Purtroppo no, perché era stato emanato un decreto con un fondo di circa 300.000 euro e sono stati soltanto utilizzati circa 150.000 euro”.
La cooperativa ha ottenuto risultati significativi: “Su nove redditi di libertà finanziati cinque sono stati a favore delle donne che noi accogliamo”.