E’ il direttore artistico del quarto centenario della Liberazione della Peste per intercessione della Madonna del Soccorso di Sciacca, Salvatore Monte, ad intervenire sulle critiche che nelle ultime ore hanno riguardato i festeggiamenti per la Patrona del due febbraio.
Non solo i commenti sui social di chi non ha gradito la scelta dello sfarzo dello spettacolo pirotecnico e i coriandoli, ma anche le note dei consiglieri comunali come la durissima lettera aperta dei consiglieri comunali Maurizio Blo’ e Raimondo Brucculeri che attaccano vari aspetti della manifestazione accusando di scivolare nel paganesimo.
Considerazioni e critiche che hanno interessato perfino il contenuto del discorso dell’arciprete don Calogero Lo Bello e che oggi vedono il direttore artistico che nel tirare un bilancio e formulare i ringraziamenti, precisa ed evidenzia il perché di talune scelte.
Anche un sacerdote ha preso posizione sulla vicenda con un lungo post su Facebook. Si tratta di don Gino Faraone, parroco della chiesa Beata Maria Vergine di Loreto che così ha scritto: “Amara riflessione dopo una festa popolare – A guardare più da vicino alcuni avvenimenti delle nostre comunità ecclesiali si coglie l’impressione che siamo più preoccupati di conservare tradizioni, riti, piuttosto che essere sale e luce.
E’ magra consolazione contentarsi delle folle nelle ricorrenze delle feste locali. Nel resto degli altri giorni avvertiamo il deserto, il silenzio, il disinteresse per quello che annunciamo e facciamo. Creano più interesse un festival e una partita di calcio piuttosto che una veglia pasquale”.
Intanto, Monte in un video ha così replicato alle polemiche: “Lo sparo dei coriandoli così come quella dei fuochi fanno parte della tradizione dei grandi festini siciliani. Da Acireale a Palazzo Acreide, i coriandoli sono un elemento. Io ho scelto i due colori della Madonna. Ma non si finisce nel paganesimo”.



